Web Marketing

Se sicuro che il tuo sito web sia davvero tuo? Ecco come verificarlo (e rimediare, nel caso in cui non lo fosse)

Ti rendi conto della gravità della cosa? Forse no…

Credo che gli shock maggiori nella vita di un imprenditore siano (dovrebbero essere)…

  1. la sua segretaria che gli comunica di essere incinta e, mentre riceve le congratulazioni, gli specifica che il padre è proprio lui
  2. qualcuno gli fa notare che il sito web della sua azienda in realtà non è “suo”.

Ma tranquillo, a scanso di equivoci non è dell’idraulico.

E’ molto più probabile sia intestato alla web agency che glielo ha creato.

E quindi?

Se la cosa non ti ha ancora suscitato un “oooh!” di sgomento, la faccio più semplice.

Immagina di comprare casa e vedere la tua nuova abitazione crescere davanti ai tuoi occhi via via che la costruiscono. Fai un mutuo, la paghi, la arredi, ci vivi. I tuoi figli nascono, rompono vasi con una pallonata, vedi l’Italia che vince il mondiale lì dentro e ti crei tanti bei ricordi. Dopo dieci anni scopri che la casa non è a nome tuo ma a nome della ditta.

E si sente un “qua qua quaaa” di sottofondo.

“Ma non avevi firmato nulla?”, ti chiedono tutti. E tu non ricordi, è impensabile che sia a nome loro…Tu l’hai pagata, ci hai vissuto, hai visto l’Italia vincere i mondiali!

Capisco che il caso drammatico e fantascientifico non sia molto d’impatto, però con i siti web capita una volta su due. E l’imprenditore medio non lo sa fino a che non capita uno di questi due casi

  1. vuole cambiare web agency/professionista di riferimento
  2. qualcuno di saggio non glielo fa notare, suggerendogli di prendere provvedimenti prima di subito

Caso 1: lo scopri quando vuoi cambiare chi ti cura l’immagine sul web

Capita spessissimo: sei insoddisfatto della resa del tuo sito, non ti rispecchi in esso, capisci pur non essendo un esperto che potrebbe andare molto meglio di così (già per questo motivo meriteresti una statua).

Conosci un nuovo professionista del web e sei intrigato dalla sua proposta. Così lo comunichi a chi ti ha creato il sito, così da fare un giusto passaggio di consegne.

Qui scopri che il dominio è stato acquistato illo tempore dalla web agency. E non parlo dello svolgimento dell’iter burocratico per farlo, di quello è quasi matematico ci pensi chi ti realizza il sito, fosse solo perché l’ha già fatto e quindi perde poco tempo.

Tuttavia una cosa è inserire i tuoi dati anagrafici (che vengono solitamente richiesti ai clienti), una cosa è specificare quelli dell’agenzia o del suo responsabile. Perché in quest’ultimo caso, legalmente parlando, il dominio è di loro proprietà.

Personalmente ho seguito clienti che hanno dovuto affrontare qualunque scenario possibile:

  1. gli è stato proposto di comprare il dominio dall’agenzia (una specie di buonuscita…o ricatto, che dir si voglia)
  2. gli è stato detto di prendere un altro dominio (bella rogna a livello di immagine)
  3. gli hanno detto che non solo il dominio ma anche il contenuto del sito legalmente è della web agency, quindi in caso di cambio avrebbero perso tutto il sito (se hai firmato un contratto del genere, amico mio, mi spiace ma non posso difenderti nemmeno volendo…ha la stessa gravità che accettare lo ius primae noctis di tua moglie col tuo capoufficio…te la sei cercata proprio, specie se non hai nemmeno accesso a una copia di backup per portare il sito altrove…)

Caso 2: te lo fanno notare prima

Ultimamente mi capita spessissimo e, lo ammetto, mi piace quando capita. La reale proprietà di un sito web è la prima cosa che vado a guardare al primo appuntamento con un possibile cliente. Ma non (solo) per lo shock che genero quanto perché reputo questo schiaffo utilissimo ad aprire gli occhi a chi ha spesso trascurato i propri “affari sul web”.

Il passo successivo è trovare subito una soluzione prima di arrivare al Caso 1 suddetto, visto che in tempo di pace si ottengono risultati migliori. Tra poco scopriremo come.

Come puoi verificare se il tuo sito web è realmente di tua proprietà?

Vai su Domaintools.com, scrivi l’indirizzo del tuo sito web dove appare “Enter a domain or IP address” e clicca su “Search”:

Apparirà una prima schermata con qualche dato sul dominio che sta cercando: la sua anzianità (ossia da quanti giorni è stato registrato), dove si trova (in questo caso Aruba) ed altra roba che non credo ti interessi particolarmente, se non magari per la data di scadenza (prima della quale va rinnovato).

Scorri più in basso nella pagina fino a trovare un box giallo. Qui devi comunicare di non essere un robot mettendo la spunta sul quadratino.

Nella pagina successiva avrai la tua risposta, leggendo il campo “Registrant”. In questo caso il nome oscurato è quello di un negozio di PC che crea siti web (sic!).

Se invece vedi il tuo nome o quello della tua azienda, è tutto ok.

Cosa fare se scopri che non sei il legale proprietario del dominio?

Calma e gesso.

1) Se sei in buoni (ottimi…) rapporti con chi ha fatto la registrazione iniziale

…fagli notare la cosa e digli che per ragioni amministrative, esistenziali, familiari (“mia moglie insiste, sai com’è…”), sessuali o qualunque altra motivazione ti piacerebbe fare il cambio di intestatario. E’ un’operazione molto semplice che tutte le principali società sul mercato  offrono gratuitamente e in forma semplice. In pratica basta essere entrambi d’accordo, cosa attestata dalla presenza di entrambi i documenti d’identità, compilando un apposito modulo.

2) Se sei in rapporti ufficialmente tranquilli ma non parli da un po’ con chi ha realizzato il sito

…non andare troppo nello specifico, dicendo solo che hai deciso di prendere in mano le redini la questione sito tu stesso. Hai fatto un corso, hai cambiato lavoro, tua moglie (sempre lei!) si crede Bill Gates…Insomma, accentra il tuo desiderio, mostra manie di grandezza e butta lì la questione dominio, sia mai facessi qualche sciocchezza…e loro avessero problemi di qualche natura (nessuno, ma una scusa ci vuole). Ovviamente non è vero e non ci crede quasi nessuno, però è una scusa incontrovertibile.

3) E se sei in rapporti cagneschi…?

Prendi una camomilla e scrivi un’email in cui informi la persona di aver deciso di acquisire in prima persona l’intestazione del sito, avendo ignorato fino ad ora che non fosse a tuo nome. Te l’ha chiesto tua moglie l’avvocato per una procedura legale che ti vede coinvolto (e per la quale non devi giustificare nulla a nessuno che non ne sia coinvolto, a prescindere).

Di solito funziona.

Se nemmeno così riesci a spuntarla, contattami per una consulenza e vedremo di risolvere insieme la questione.

Sono consapevole che usando questo modulo di contatto i dati da me specificati (nome e indirizzo email) e il mio indirizzo IP verranno conservati dal proprietario del sito, nel rispetto del GDPR (General Data Protection Regulation) 2016/679 dell'Unione Europea, senza venire ceduti a terze parti. Potranno essere rimossi immediatamente e in qualunque momento su esplicita richiesta dell'interessato. In pratica quello che si è sempre fatto senza dover per forza scrivere questo romanzo .

 

Massimo Cappanera

Uomo. Marito. Padre. Mi occupo di comunicazione sul web e marketing per professionisti e PMI. Scrittore per passione e narratore di aneddoti per diletto. Fedele al motto "Verba volant, scripta manent, internet docet".

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