Truffe

Hai ricevuto una ricarica Postepay fatta per sbaglio? Ecco come evitare l’accusa di riciclaggio.

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Mi è venuta all’orecchio la storia di una sagace impiegata di banca e della disavventura che ha passato dopo essersi ritrovata 100 inspiegabili euro sulla propria carta Postepay.

Chi segue questo blog sa benissimo la mia opinione su tale prodotto postale e quanto la Postepay sia amata a livello mondiale (visto che gli italiani lo usano ancora in massa e i truffatori stranieri sono stra-felici che gli italiani lo facciano), quindi raccontare questa storia non solo mi porterà a salire sul tavolo agitando il ditino e urlando “Visto?! Visto?!? Ve l’avevo detto!” ma credo possa aiutare un bel po’ di gente a evitare di essere truffata.

N.B. Parlo della carta Postepay ma la stessa tecnica del “versamento errato” si applica con modalità quasi identiche anche alle ricariche telefoniche o ai bonifici bancari.

Ricarica Postepay fatta per sbaglio: ecco si svolge la truffa

Perplessa per aver trovato 100 euro sul proprio conto, la protagonista della storia lo è ancor di più dopo aver letto l’sms ricevuto poco dopo.

Ciao, mi sono accorto che ti ho fatto 100 euro di ricarica Postepay per errore. Puoi restituirmeli per favore?

Perplessa, visto che il numero ha un prefisso internazionale (+45, Germania), lei prende tempo. Il giorno dopo arriva un altro messaggio:

Ancora non ho ricevuto i soldi della ricarica Postepay fatta per sbaglio

Idem con patate. Il terzo giorno:

Ehi, ma allora?!

Non solo l’insistenza comprensibile ma, contrariamente alle mille truffe su internet raccontate in questo sito, questa volta i 100 euro c’erano per davvero. Ora…

Al suo posto cosa avresti fatto?

  • Gli avresti mandato i soldi della ricarica Postepay fatta per sbaglio come richiesto, da buon cittadino onesto, puro e candido?
  • O magari avresti fatto finta di nulla, tanto l’errore è stato suo e mica ti può dire di averglieli rubati?

Per la cronaca, la risposta giusta è la terza: fai come l’impiegata di banca. Pensa.

Pensa, prima di ricaricare, pensa.

Come ha fatto il misterioso sbadatone a fare la ricarica sbagliata dato che non basta avere le 16 cifre di cui è composta la carta ma essa deve combaciare con il reale proprietario da scrivere sul modulo? Puoi sbagliare una cifra, ma se scrivi un intestatario diverso la ricarica non va a buon fine.

Magari l’impiegato alle poste non se n’è accorto

Può anche essere. Ma il numero di telefono dove inviare l’sms come l’ha avuto?

Quello non va specificato da nessuna parte, né tanto meno io posso risalire al numero di uno sconosciuto proprietario di una postepay senza incorrere in qualche reato. Dunque deve essere stato carpito altrove…ma come posso scoprire nome, cognome, codice fiscale, numero di telefono e numero di carta Postepay di qualcuno che non conosco? Mmm…

Il primo metodo che mi viene in mente

Escludendo situazioni di phishing su BancoPosta (leggi qui se non sai cosa sia il phishing), mettiamo il caso tu stia cercando di vendere qualcosa su Subito.it ma non hai seguito il mio consiglio di nascondere il numero di telefono nella pagina dell’inserzione (leggi qui il perché è bene farlo, insieme ad altri consigli per vendere meglio).

Ti contatta qualcuno, è interessato all’oggetto ma potrà essere in città solo tra qualche giorno. Ciononostante vuole pagarti subito così da bloccarlo e ti chiede se accetti la ricarica Postepay. Non credendo ai tuoi occhi, gli fornisci gli estremi della carta (spero almeno non la data di scadenza o come fanno molti in maniera folle la fotocopia…!).

Risultato? Quello sparisce.

Ma come, era interessato…! Mah…

Deluso, dimentichi presto l’accaduto. Succede spesso in fondo, no?

Passa qualche tempo

…e ricevi accredito e sms come quelli citati all’inizio. Non li ricolleghi nemmeno per un istante all’inserzione qui sopra e ti assalgono i dubbi. Magari al secondo o terzo sms cedi e gli chiedi come inviargli il rimborso. Toh! Casualmente non dovrà avvenire sulla stessa carta ma da qualche altra parte.

Complimenti, sei appena diventato complice nel riciclaggio di denaro sporco.

Ecco come evitare di entrare in un giro di riciclaggio di denaro sporco

1) Mai restituire la ricarica di propria inizitiva

Vai a dimostrare poi che l’hai fatto per buona fede. Non a caso l’eroina di questa storia, contattate le Poste, si è dichiarata disponibile alla restituzione della cifra solo se fosse stato effettuato lo storno dell’operazione da parte loro. Per la serie: io quei soldi non li tocco. Ovviamente contattate Poste Italiane per iscritto (anche con PEC) specificando data, ora e entità della ricarica. Non sono le Poste ma operatori telefonici o banche? Vale lo stesso principio.

2) Mai rispondere agli sms

Tranquillo, non ti denuncia. E anche se fosse, l’errore è stato suo e la tua non sarebbe altro che cortesia. Quindi di cosa potrebbe accusarti? Se per caso l’hai già fatto, prima di tagliare completamente i ponti bloccando il suo numero, scrivi solo che saranno le Poste (o chi per loro) a effettuare lo storno e di fare lui richiesta scritta specificando tutti i dati. Per quanto ti riguarda finisce là e non devi fare più nulla. In pratica gli rifili di nuovo la patata bollente, senza nemmeno toccarla.

3) Indaga sul numero

Nel caso specifico, ha aiutato tanto il fatto che il numero del misterioso sbadatone fosse con prefisso +45 (Germania). Non potendo infatti usare utenze italiane (rintracciabili) si agisce sempre a livello internazionale. Qualora fosse un numero italiano, poco male: ancora una volta, se hai già risposto scrivi di rivolgersi per iscritto alle Poste oppure, se la persona è della stessa città, proponi di vedervi presso una caserma dei Carabinieri o altro pubblico ufficiale per verbalizzare tutto. Se accettano, è stato un errore. Se non accettano, avrai conferma della truffa. Denunciando la cosa o quantomeno comunicandola a Poste Italiane o a chi di dovere, ti sarai salvaguardato dalla truffa della ricarica Postepay fatta per sbaglio.

Massimo Cappanera

Uomo. Marito. Padre. Mi occupo di comunicazione sul web e marketing per professionisti e piccole aziende. Copywriter per passione e narratore di aneddoti per diletto. Fedele al motto "Verba volant, scripta manent, internet docet".

5 commenti

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    • Ciò è un bene Carmelo, sarebbe più grave se avessi scritto “Ma va, è il vecchio trucco del… lo sanno tutti, io l’ho insegnato a mio figlio a tre anni!” :D
      Mettiamola così: tu hai dei soldi “sporchi” frutto di una truffa oppure perché hai preso il controllo di una postepay di un’altra persona ma non puoi farti direttamente un versamento, altrimenti sarebbe facile scoprirti…Né puoi andare a prelevare allo sportello, non avendo la carta fisica. Quindi facendoli passare da una “lavatrice umana” (il conto di uno che non c’entra veramente niente) e facendo poi restituire quei soldi in altra forma (contanti, bonifico a prestanome etc) i soldi vengono “puliti” e spariscono nelle tasche dei truffatori.

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