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Mi vuoi pagare in visibilità? Manda Bruce Springsteen nel mio pianerottolo

pagare in visibilità lavoro creativo

Qualche anno fa la geniale campagna #coglioneNO spopolò (a ragione) tra i freelance italiani. Non la conoscete? Ecco uno dei video messi in rete:

La morale era: potresti anche solo osare pensare di pagare in visibilità chi fa un lavoro “manuale” (ossia che fattivamente ti risolve un problema tangibile, come lo scarico otturato, il giardino da curare o l’antenna che non prende), senza che l’idraulico in questione ti insegua per casa con la chiave inglese? Non penso.

Eppure è ciò che avviene nel mondo dei freelance: fotografi, truccatori, videomaker, grafici, realizzatori di siti web…

Non c’è budget, però pensa alla visibilità che avrai e a quante persone vedranno la tua foto, il tuo trucco, il tuo video, il tuo sito…!

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Credits: nicolabrusco.com

Un uomo, un esempio da seguire

Giuseppe Mazzola non è solo uno dei migliori fotografi sul mercato, ma anche una delle persone più sagaci e divertenti che conosca. Qualche giorno fa ha ricevuto l’ennesima proposta su Facebook che avrebbe potuto lanciare la sua carriera (…) e di certo non l’ha ignorata. Anzi.

pagare in visibilità
Credits: Giuseppe Mazzola

Ma pagare in visibilità non è pur sempre pubblicità gratis?

Anche no. Il motivo è semplicissimo: ci sarà di sicuro chi è interessato a farsi fare una foto, un video, una grafica dall’autore originariamente pagato in visibilità. Ma tanto quanto il suo nome, comincerà a circolare la voce che “lavora per la gloria”.

Il ragionamento successivo non è solo la pietra tombale sul fatturato del freelance ma anche sulla sua reputazione:

Se accetta di essere pagato in visibilità evidentemente non è famoso…

E se non è famoso allora non è bravo

…anche perché se fosse bravo, si farebbe pagare.

Ma se non fosse stato bravo, perché un ente (non avete idea di quanti Comuni facciano bandi ufficiali da “pagare in visibilità”) avrebbe commissionato quel lavoro? Perché l’avrebbe mandato a fare le foto al mega concerto di Vasco Rossi?

L’esempio del benzinaio pagato in visibilità

E’ come se un benzinaio regalasse a tutti il pieno. Folle, no? Ma è ovvio che comincerebbe ad avere un’ampia visibilità e pubblicità. Ora, secondo voi, un automobilista che conosce la sua reputazione di “generosità”, di fronte alla richiesta di 50 euro per il pieno appena fatto come reagirebbe? Come qualunque persona normale che pagherebbe senza obiettare perché la benzina ha un costo ben dichiarato? Oppure si arrabbierebbe perché sapeva che al benzinaio sarebbe bastata un po’ di pubblicità, mica del vile denaro?

Il consiglio? Mandate a _agare in visibilità chi vi offre di essere pagati con la stessa moneta

Il motivo è semplice:

  1. risparmiate tempo
  2. il tempo risparmiato può essere investito per un progetto migliore e più remunerativo
  3. se non avete lavoro remunerato su cui investire tale tempo, potete usarlo per il vostro personal branding (curare un sito col vostro portfolio, ad esempio, che possa aiutarvi davvero ad avere più visibilità)
  4. non alimentate un sistema malsano (del resto, se non ci fosse chi lo fa, non passerebbe nemmeno per la testa proporlo…Avete mai visto un benzinaio come quello dell’esempio? Immagino di no, il che vi porta a non chiedergli mai uno sconto o a non pagarlo direttamente).

Insomma, imparate da Mazzola e chiedete che Bruce Springsteen venga a suonare nel vostro pianerottolo.

Massimo Cappanera

Uomo. Marito. Padre. Mi occupo di comunicazione sul web e marketing per professionisti e piccole aziende. Copywriter per passione e narratore di aneddoti per diletto. Fedele al motto “Verba volant, scripta manent, internet docet”.

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