Truffe

Finti eCommerce truffaldini: come riconoscerli in un lampo (e salvare il proprio conto in banca)

finti ecommerce truffa cover

In un articolo scritto diverso tempo fa e intitolato “Perché molti hanno ancora paura a comprare online?” sottolineavo la reticenza di molte persone a fare acquisti su internet, dando la colpa spesso a brutte esperienze avute al primo acquisto.

Perché una cosa è comprare su Amazon, dove si è stra-tutelati, una cosa è farlo su siti anonimi che promettono sconti pazzeschi.

La cosa divertente (e paradossale) è che c’è chi si fa problemi a comprare da Amazon perché non capisce come mai i prezzi di oggetti di marca siano inferiori a quelli dei negozi, reputandoli così diversi o malfunzionanti, mentre di fronte a robe come queste le stesse persone vanno in visibilio:

finti ecommerce truffa maglia

“WOW, il 90% di sconto! Cioè…Mi fa un po’ orrore, a nonna prenderà un colpo quando me la vedrà addosso ma DEVO PRENDERLA! Avrò una maglia che costa 276 euro, wowowowow!”

Benvenuti nel mondo dei finti eCommerce truffaldini. Vediamo come riconoscerli ed evitarli.

Cosa sono i finti eCommerce truffaldini?

Sono siti che sembrano vendere qualcosa (solitamente capi di vestiario, occhiali da sole etc…Non solo orrendi come quello suddetto ma spesso di marche note). Sottolineo “sembrano” perché lì si trovano gli articoli, le descrizioni, i prezzi (scontati, ovvio), il carrello e (quasi) tutto il resto.

La differenza rispetto a un qualunque eCommerce affidabile sta nel fatto che qui paghi e non ricevi nulla.

In realtà il proprietario di un sito del genere non vende nemmeno, è una specie di paravento per spillarti soldi lasciandoti credere di fare un affare.

E ti va bene pure se ci perdi solo i soldi dell’ordine, visto che avendo i tuoi dati di pagamento è già tanto che non ti svuoti la carta di credito (cosa altrettanto frequente, motivo per il quale consiglio sempre di usare una carta di credito virtuale, descritta nel mio articolo “Carta di credito virtuale: cos’è, a cosa serve e come ottenerla”)

Un esempio di falso eCommerce truffa

L’ispirazione per scrivere l’articolo mi è venuta qualche giorno fa quando dalla pagina Facebook di un famosissimo bar di Palermo son passato al loro sito ufficiale, da loro specificato nella pagina stessa. Peccato non aver scoperto se facessero dolci senza glutine bensì questo:

finti ecommerce truffa bar albatros palermo

Posto che non essersene accorti è lo specchio di una gestione della comunicazione online eufemisticamente migliorabile, mantenerlo nella propria pagina è un danno d’immagine enorme.

Ma cosa è successo? Il trucco dietro i falsi eCommerce truffaldini.

Hanno mica hackerato quel sito? Non necessariamente, anche perché non avrebbe avuto molto senso, i proprietari se ne sarebbero accorti, correndo ai ripari.

In realtà il meccanismo è più subdolo.

Chiunque abbia aperto un sito personale sa quanto tempo serva prima che questi venga indicizzato e risulti nelle ricerche su Google in posizioni tali da venire cliccato, anche se si applicano principi di SEO (Search Engine Optimization…in pratica dare a Google la pappa che lui gradisce, ben cucinata e strutturata così da farsi apprezzare di più e apparire più in sui nei risultati della ricerca. Per la cronaca, farlo è un lavoro).

Come fanno quindi questi finti eCommerce truffa ad essere visitati, escludendo lo spam nei social network e il passaparola?

Basta fare gli zombie. Nello specifico:

  1. Il truffatore usa degli strumenti a disposizione su internet per scoprire quali domini (ossia l’indirizzo di un sito, come www.massimocappanera.it) stanno per scadere. Il rinnovo è infatti annuale ma capita che, per dimenticanza o perché uno non vuole rinnovarlo, questi vada in scadenza…poi finisca in un periodo in cui il proprietario può ancora rinnovarlo…e infine venga dismesso, diventando di nuovo disponibile sul mercato.
  2. l truffatore acquista un dominio “morto” ma “storico” (ossia che è esistito per diverso tempo) e gli installa un semplicissimo eCommerce fai da te con sconti pazzeschi e offerte irripetibili. Crea dunque un sito zombie.
  3. Il sito almeno per un breve periodo sarà facile da trovare su Google per via dell’anzianità pregressa acquisita, perché spunta ancora in molte pagine (vedi l’esempio suddetto del bar) e per chi conosceva già l’indirizzo. I vecchi e nuovi visitatori  finiranno per scovarlo e qualcuno cascherà inevitabilmente nella trappola.

Come riconoscere gli eCommerce truffa

Alla fine non ci vuole molto per capire di essere finiti su un falso eCommerce truffaldino. E’ più semplice del previsto, sapendo dove guardare.

Immaginate di entrare dentro un negozio fisico. Fuori c’è scritto “Il panificio di Marzia”. E’ plausibile che al suo interno si possa trovare

  • pane fresco
  • qualche prodotto dolciario
  • magari la pizza a taglio
  • probabilmente la famosa Marzia
  • la cassa per pagare

Invece spunta un energumeno che vi chiede di chiamarlo Gigino e che vi offre una borsa Luis Vuitton quasi vera scontata del 300%. Anzi, vi dà pure dei soldi per prenderla. Sospetto, vero?

I principali indicatori dei finti eCommerce

  • No partita IVA da nessuna parte (attenzione però: i più furbi usano quelle altrui…Ho notato che lo fanno molti truffatori che usano le tecniche descritte nel mio articolo “Prezzi troppo bassi, pericolo truffa Keepa“, quindi è sempre bene verificare la partita IVA dal sito dell’Agenzia delle Entrate)
  • Nessuna indicazione della sede fisica/amministrativa nonché del magazzino per capire fattivamente da dove venga spedita la merce (Italia? Europa? Cina?)
  • Nessun numero di telefono per contattarlo, né indirizzi email. Al massimo si trova un modulo da compilare…che ovviamente non serve a nulla.
  • Nessun protocollo sicuro HTTPS (si vede dal lucchetto verde accanto all’indirizzo del sito, come si vede nel mio). Attenzione: ormai è prassi metterlo ma forse essendo siti mordi e fuggi nemmeno perdono tempo a fare la procedura, quindi considerate questo punto importante solo se il lucchetto non c’è
  • Contenuti in un misto tra italiano e inglese (non perdono tempo a tradurlo tutto oppure si affidano al traduttore di Google)
  • Ovviamente prezzi che non stanno né in cielo né in terra, seguendo uno dei miei mantra “Se qualcuno sembra regalarti qualcosa senza motivo, un motivo c’è”
  • Presenza di pagine con termini e condizioni all’acquisto non personalizzate (in pratica sono copia e incolla da altri siti) e senza riferimenti al servizio clienti (con numero di telefono e indirizzo email obbligatori). Idem la pagina sui Resi, messa là giusto per tranquillizzare la gente
  • Nome palesemente diverso da quello che potrebbe indicare il sito. Spesso si trovano nomi di attività commerciali che non c’entrano nulla (bar, officine…) e persino nomi e cognomi di persone o domini “riciclati” con una storia dietro, come questo:

finti ecommerce truffa sito zombie

Attenzione ai professionisti…

Nel 2016 la Polizia Postale bloccò la bellezza di 50 finti siti eCommerce costruiti ad arte per ingannare buona parte dei visitatori. Non erano infatti solo siti zombie ma cloni di eCommerce reali, con tanto di grafica e partita IVA corrispondente.

Come potevano essere riconosciuti?

Anche qui, basta sapere dove guardare: il suffisso finale del dominio non era .it o .com ma qualcosa come .shop e .store, tipicamente usati all’estero (es. invece di Euronics.it usavano Euronics.shop). E’ un po’ il trucchetto usato per le truffe Ryanair descritte in questo mio articolo. Per essere certi, basta cercare “Euronics” su Google e avere la certezza dell’indirizzo corretto.

Ti hanno rubato un dominio e hanno costruito lì un sito truffa: cosa fare?

Hai dimenticato di rinnovare un dominio e sei rimasto vittima di questo giochetto? Brutta storia…ma hai margini per rimediare. 

Teoricamente hai le mani un po’ legate: sei tu a non averlo rinnovato per tempo e a non essertene accorto entro tot tempo successivo alla scadenza (durante il quale può essere ancora rinnovato), quindi al massimo se si tratta di un dominio .it puoi fare una richiesta di opposizione al nic (trovi tutte le informazioni in questa pagina) ed avere pazienza, come segnalato da Gabriele nei commenti a questo articolo (grazie Gabriele!).

Se vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno, siti del genere hanno vita breve perché una volta sparsa la voce, i proprietari prendono i soldi e scappano. Se fai una segnalazione alla Polizia Postale, probabilmente puoi pure velocizzare la cosa. A quel punto vai in uno dei numerosi portali dove poter trovare le informazioni di registrazione di un dominio, come questo, e scrivi il nome del tuo sito. Appariranno varie scritte probabilmente incomprensibili ma la più importante per te è la seguente:

finti ecommerce truffa recuperare dominio

…vale a dire la data di scadenza del dominio. Appuntatela e a ridosso di tale data osserva se viene rinnovato o meno. Se per caso non dovessero farlo (probabile, un falso eCommerce è davvero difficile duri più di un anno) entrerà il fase “Pending delete” – in attesa di cancellazione – e poi sarà rimesso sul mercato e potrai riacquistarlo. Ovviamente fai presto!

Sintetizzando…

  • Non credere agli sconti pazzeschi
  • Apri gli occhi per scovare gli indizi di un finto eCommerce truffaldino
  • Se il dominio era tuo, use le strategie qui sopra per opporti e, nella migliore delle ipotesi, ricomprarlo
  • Se hai avuto qualche esperienza in merito o pensi che io abbia dimenticato qualcosa, potresti aiutare un sacco di persone a non cascarci lasciando un commento qui in basso
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Massimo Cappanera

Uomo. Marito. Padre. Mi occupo di comunicazione sul web e marketing per professionisti e piccole aziende. Copywriter per passione e narratore di aneddoti per diletto. Fedele al motto "Verba volant, scripta manent, internet docet".

7 commenti

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  • Per un errore in fase di rinnovo, mi hanno “rubato” il mio dominio gabrieleprandini.it a gennaio 2018, e hanno installato un sito identico a quello indicato.

    Ho fatto richiesta di opposizione al nic, ottenendola. Hanno disinstallato il sito. Ora ho chiesto verifica documentazione perché palesemente c’è qualcosa che non va. Sono in attesa.

  • Un sistema velocissimo per capire se un sito per e-commerce sia sicuro o meno, è quello di verificare se accetta i pagamenti con PayPal, sarà quest’ultimo a fare tutte le verifiche e darci tutte le garanzie.

    • Giusto Carmelo, anche se ho visto pure quelli che mettono il logo ma poi in fase di pagamento ti sparano 10 euro di commissioni (già questo dovrebbe far aprire gli occhi) così uno è tentato a non usarlo… (anche perché non troverebbe nulla)

  • Io ho subito due truffe su Internet, qui parlerò della più In topic… Sito commerciandoshop.it, superava praticamente tutte le indagini antitruffa ad alto livello, e il prezzo della reflex che volevo acquistare era ottimo il migliore sul mercato di circa il 10% ma non evidentemente truffaldino. Addirittura alcuni mesi prima avevo chiamato il loro Call Center e mi avevano addirittura risposto! Unico mio errore non guardare all’atto dell’acquisto i siti antritruffa (nn tutti affidabili) e pagare tramite bonifico (per risparmiare le famose commissioni, me misero…). Inutile dire che non è arrivato nulla e Massimiliano Sperati, titolare della partita iva, è sparito nonostante almeno una cinquantina di denunce nominative presentate dai vari truffati che hanno fondato un gruppo sul FB…

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