eCommerce Web Marketing

Ecommerce gratis: affare per chi lo realizza, dramma per chi ci casca

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Da qualche tempo noto in giro pubblicità di web agency che offrono di realizzare ecommerce gratis.

Ripeto: ecommerce a zero euro. Fantastico, no?

Zero euro! Contro le migliaia di euro richiesti da altri professionisti del settore. Io stesso li chiedo per la sola consulenza e progettazione, visto che dietro un ecommerce c’è un mondo sconosciuto ai più che fa la differenza tra successo e bagno di sangue, mentre per la realizzazione si rientra nei costi perché spiego come gestire da soli i prodotti, quindi risparmiando parecchio e non avendo altre spese negli anni a venire.

Apparentemente non c’è partita e questo spiega perché il fenomeno degli ecommerce gratis sia in crescita e tanti piccoli imprenditori ci stanno cascando ne stanno approfittando. Chissà, forse anche tu ci stai pensando e sei libero di provarci.

Esatto: libero di provarci. Potrei dirti tutto il contrario ma storicamente i miei migliori clienti rientrano tra quelli che prima hanno preferito il “fai da te” e che poi, sbattuta violentemente la testa contro un muro, hanno capito che hai (e ricavi) ciò che paghi.

Dunque leggi questo articolo, quantomeno saprai come si svilupperà il tutto e perché te ne pentirai abbastanza presto.

Ecommerce gratis: cosa c’è sotto?

Ormai credo sia ormai chiaro: i miei acerrimi nemici siano quelli che si approfittano degli altri, a più livelli.

Dal “Io guadagno perché tu certe cose non le sai, che male c’è? Alla fine ti offro un servizio” (come le Pagine Bianche o chi ti promette di essere “primo su Google“) a “Voglio i tuoi soldi e ti truffo”, come nelle varie truffe di cui ho parlato negli anni. Chiaro che non si possono mettere a confronto le due cose, una è legale e l’altra no, però di fatto non dirti certe cose per quanto mi riguarda è vicino a dirti menzogne.

Per questo ho deciso di rivelarti l’arcano dietro gli ecommerce a zero euro, gli ecommerce gratis o qualunque altro modo di dire tu abbia letto. Poi, ripeto, sentiti libero di fare come vuoi, i soldi sono i tuoi (perché, sì, anche negli ecommerce a partire da zero euro si parlerà presto di soldi) ma almeno non potrai dire di non essere stato avvisato.

Perché uno dovrebbe darti un servizio di ecommerce gratis?

“Perché sono piccolo e vogliono aiutarmi a crescere!”

No.

“Perchè guadagnano col traffico che produco”

No. Anche perché se decidi di usufruire di servizi del genere non hai un’idea imprenditoriale tale da immaginare chissà quale traffico.

“Ci sono! Ho letto che guadagnano con le commissioni!”

…o, come le chiamano loro, affiliazioni. Esatto. In pratica tu vendi, loro guadagnano una percentuale. Tu non vendi, loro non guadagnano.

“Non fa una grinza! E per un ecommerce gratis ci può stare, no?”

Certo, non a caso pure Amazon e eBay ti fanno pagare una commissione per ogni prodotto venduto. Nessuno fa per niente per niente.

I grandi PERO’ di un ecommerce gratuito

Tuttavia, come descritto in “Primi approcci all’eCommerce: vendere su Amazon e su eBay“, il vantaggio di usare colossi del genere sta nella visibilità che il loro sistema ti da.

In pratica tu paghi per avere uno spazio dentro un grande centro commerciale, visitatissimo da chiunque sul web, potendo pure usufruire di servizi come la logistica, la spedizione…Insomma, paghi ma se vuoi gestiscono tutto loro e tu non devi pensare quasi a nulla, se non ad offrire un buon prodotto (magari che ti differenzi dagli altri, sennò finirai per fare una guerra al ribasso che ti porterà a chiudere).

Se decidi di affidarti a un’agenzia o un servizio di ecommerce gratis invece tu non vendi qualcosa tramite loro. Sono loro a fornirti una tua vetrina e farti vendere i tuoi prodotti. Tenendosi però le chiavi.

Capisco che potresti non notare la differenza, quindi vado di analogia: mentre vendendo su Amazon ed eBay sei nel centro commerciale bla bla, in quest’altro caso sei in una stanza anonima all’interno di un condominio, senza la possibilità di cambiare nulla o di gestire altro se non il caricamento degli articoli. E le chiavi le terrebbero loro, nel senso di non avere di fatto possesso di nulla, se non degli oneri (non onori) di un ecommerce, descritti in “Voglio aprire un eCommerce! Mini guida per cambiare idea” e le commissioni da pagare.

“E vabbè, è gratis!”

Certo, se guardi al giorno dell’inaugurazione e al fatto di vantarti al bar di aver aperto un ecommerce a zero euro, un po’ come io mi vanto di aver cantato Love of My Life mentre Brian May mi accompagnava dal vivo con la chitarra…Solo che con me c’erano altre 10.999 persone.

Ma tralasciando già la figura che ci fai con i clienti (andare in un negozio personale è diverso da andare all’interno 5 della scala A per comprare, no?) il vero problemone sarà il giorno che, con gli affari che magari ti saranno andati alla grande, deciderai di aprire un vero ecommerce.

Del resto, se le cose sono andate bene – a parte spiegarmi come hai fatto – l’idea di aver già pagato il doppio di quanto avresti investito in un ecommerce tuo fin dall’inizio dovrebbe farti pensare di fare il grande salto. Ecco allora cosa succederà.

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Vuoi passare da un ecommerce gratis a uno reale? Ecco che i nodi vengono al pettine

Intanto congratulazioni per aver deciso di far parte del mondo degli adulti.

Immagino già la scena: contatti la web agency o il servizio clienti della società che ti ha offerto il tuo ecommerce gratuito e, con un sorriso a 382 denti, dici di voler lasciare casa di mamma e papà per andare a vivere da solo.

Ecco le prime quattro cose che mi vengono in mente. Se mi dai una mezz’ora, potrebbero diventare dodici, ma cominciamo con quattro:

“Ma…in che senso non posso andarmene?!”

Cito fedelmente da un contratto tra una web agency, capitatomi tra le mani la settimana scorsa:

“Il committente non potrà recedere in alcun caso dal Contratto stesso”

Uno penserà che andando avanti ci siano modalità di recesso, penali, consegna al saldo…Niente, me lo son guardato tutto. In pratica possono lasciarti andare solo loro. Un contratto folle e impugnabile da un avvocato, non gratis ovviamente.

Esatto, possiamo dire che gli ecommerce gratis sono come gli avvocati gratis: non esistono. A meno che tu stesso non sia un avvocato (o abbia un tuo ecommerce privato).

“Ma…in che senso devo iniziare tutto da capo?”

Ok, ti hanno lasciato andare e hai reso felice l’avvocato. Però, ahimé, non puoi migrare i dati.

In pratica se avevi caricato 500 articoli, devi ricaricarli. Ovviamente dopo aver ricostruito tutta la struttura dell’ecommerce, che è la spesa più grande. E se ti hanno pure fornito la grafica (come accade spesso…peccato sia comune a tutti quelli che si appoggiano al loro servizio di ecommerce gratuiti, un po’ come fa le Pagine Bianche, con i siti dei dentisti tutti uguali) quella la devi rifare pure ex novo perché non puoi utilizzarla.

“Ma…com’è che non mi trova nessuno?”

Perché, in una specie di paradosso temporale in stile Ritorno al Futuro, il Vecchio Te (il finto ecommerce…però era gratis!) agli occhi di Google è il Vero Te visto che c’è da più tempo del Giovane Te (il nuovo ecommerce). Se non c’hai capito niente, evidentemente non stai pensando quadrimensionalmente (cit.).

In pratica quel poco di indicizzazione nei motori di ricerca acquisita dall’ecommerce gratis ti creerà non pochi problemi se manterrai la stessa ragione sociale o le descrizioni degli articoli.

Ti dirò di più: se il vecchio non viene rimosso e non cambierai le 500 e passa descrizioni degli articoli, andrai incontro a penalizzazioni perché Google considererà i vari articoli duplicati. Sarà come se tu avessi copiato da te stesso, solo che non potendo avvisare Google che siete la stessa persona (non avendo accesso a tale funzionalità avanzata, contrariamente a chi gestisce un proprio spazio web che costa nemmeno 40 euro all’anno), questi ti appiopperà uno svantaggio bollandoti come se avessi compiuto un gigantesco plagio.

“Ma…non posso usare lo stesso indirizzo web?!? Ma c’è il mio nome!”

Hai presente i vari servizi online come Wix? Ti offre un sito web anche gratis, a patto di accettare domini eufemisticamente discutibili come pincopallino.wix.com…Tralasciando il fatto che c’è ancora chi pensa di creare lì il sito della propria azienda, facendo la stessa figura di chi ne pubblicizza una in stile

“Hotel Excelsior, cinque stelle exclusive ultra mega comfort in Hollywood style. Lo trovi all’interno del B&B Gigione Il Puzzone, chiedendo direttamente a Gigione”

…pagando è possibile avere un dominio di primo livello, come pincopallino.com.

Molte web agency offrono questa possibilità, solo che vendendo in abbonamento i propri servizi intestano a sé stesse il dominio. In pratica il negozio che porta la tua insegna è legalmente loro e, se decidi di lasciare l’agenzia, devi cambiargli nome. E a meno di negoziare il trasferimento di proprietà (che ovviamente non sarebbe gratuito), non puoi fare niente.

Ricordi l’esempio del contratto suddetto, quello che non poteva essere recesso? Ecco, come ciliegina sulla torta l’onestissima web agency aveva intestato a proprio nome il dominio. Che strano!

Morale della favola: se vuoi fare un po’ di palestra falla, però alle Olimpiadi vacci preparato

Se è la prima volta che ti affacci al mondo degli ecommerce, comincia ad uscire dall’idea del “sito che vende per te” e ad entrare in quella del “che casino, almeno col cliente fisico ci discuto”.

Prova dunque a farlo tramite piattaforme che, a pagamento, ti offrono garanzie e strumenti per agevolarti un po’ la vita, come descritto in “Primi approcci all’eCommerce: vendere su Amazon e su eBay“. Studiare anche solo il feedback ricevuto è il 70% di tutta la baracca.

Poi, per carità, il mondo è tuo. E se cambi idea puoi sempre tornare ad avere il sito ecommerce “gratis”, no?

(se poi vuoi togliere le virgolette a quel “gratis” basta creartene uno personale, indipendente e senza costi annuali, né di servizi né soprattutto di commissioni)

Massimo Cappanera

Uomo. Marito. Padre. Mi occupo di comunicazione sul web e marketing per professionisti e PMI. Scrittore per passione e narratore di aneddoti per diletto. Fedele al motto "Verba volant, scripta manent, internet docet".

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