Tutorial

Come fare una fattura elettronica (o una macumba voodoo, come preferisci)

come fare una fattura elettronica

Commercialista: “No, non ne facciamo di queste cose!”

Io: “Ma è una fattura, non un ménage à trois!”

Commercialista: “No, no, costa troppo.”

Io: “Ah”

Commercialista: “Ora, a proposito del ménage à trois di cui parlava…”

Comincio da qui la mia lunga, triste ma vittoriosa epopea per capire come funzionasse la famigerata fattura elettronica e, soprattutto, come farmi pagare da alcune scuole con cui avevo collaborato. Eppure era così bello, prima…Svolgevi il tuo compito, emettevi fattura o ricevuta a aspettavi, aspettavi, aspettavi…Prima o poi ti pagavano. C’era una certa poesia a guardare le settimane passare e un che di sognante ed emozionante ogni volta che controllavi il conto corrente, per trovare la stessa cifra di dieci minuti prima, sospettando così che il bonifico non era ancora stato accreditato. O direttamente effettuato.

Poi è arrivata LEI.


N.B. di Ottobre 2018: l’articolo originale è stato scritto ben tre anni fa ma per motivi davvero divertenti è diventato una specie di punto di riferimento nazionale sull’argomento, cosa che mi fa piacere ma mi spaventa pure visto che se c’è tutta sta disinformazione siamo messi bene. Comunque sia, è un piacere sapere di aiutare qualcuno, anche se il mio campo lavorativo è un altro.


 

La fattura elettronica: venti minuti per farla, venti minuti per scaricarla, i soliti sei mesi per pagarla

Segretario della scuola: “Da quest’anno possiamo accettare solo fatture elettroniche

Io (innocente quanto un bebé) “Nel senso che ve la mando via email? No problemo, Señor”

Segretario (grattandosi la testa e con uno strano ghigno in volto): “No. E’ che…uff, è complicato da spiegare, pure noi ci mettiamo venti minuti a scaricarne una, quindi…”

Vabbè, su, sarà colpa dei PC vetusti delle scuole (mi pare di aver visto un 386 una volta…No, non è un prefisso della Wind…sto parlando con te, quindicenne social-media-mega-expert-e-pure-euronics che stai leggendo!), mi son detto. Solo dopo ho scoperto come fosse così.

come fare una fattura elettronica
Fonte: ditechonline.it

Ho cercato su internet una guida passo passo a prova di drunken dummy (le guide “for dummies” sono già troppo avanti per me quando si parla di fisco e affini) ma non l’ho trovata, quindi mi son detto: perché non crearne una e scriverla in modo efficace ma, uhm, alternativo?

Ecco dunque la mia storia, scritta con il triplice scopo di

  1. evitare frequenti casi di cirrosi epatica a chi – coraggioso libero professionista – dovrà imparare a usare le fatture elettroniche e non sa dove sbattere la testa (tranquillo, troverai tanti ma tanti di quegli spigoli da avere l’imbarazzo della scelta).
  2. fare in modo possa trovare chiare istruzioni sull’iter da seguire, da come ottenere ciò che serve ad emetterle (detto anche “la roBBa”) fino a come fare per inviarle (no, non è affatto facile)
  3. sfogarmi, in una sorta di auto psicoterapia, dopo tutto quello che LEI mi ha fatto passare.

Una sola promessa, che fa molto alcolisti anonimi: ce l’ho fatta IO, quindi puoi farlo anche TU.

Una fattura? In realtà è più una macumba voodoo

Quando il Governo annunciò che dal 31/03/2015 tutta la fatturazione elettronica obbligatoria nei riguardi della Pubblica Amministrazione avrebbe fatto risparmiare millemila milioni di euro, non spiegò quale fosse il risparmio.

come fare una fattura elettronica
Fonte: Digital360.it

I fogli di carta? I raccoglitori impolverati? Non credo. Ora lo so: far desistere chi deve essere pagato da una scuola o un Comune a fare la fattura, rinunciando così al proprio compenso. Geniale!

Comunque sia, parlavo di macumba, più che di fattura. Chi di voi conosce la storia del leggendario Monkey Island 2 ricorderà come, per un rito voodoo, servano quattro cose: qualcosa del tessuto, qualcosa della testa, qualcosa del morto e qualcosa del corpo.

Per la fattura elettronica è lo stesso. Servono infatti degli strumenti indispensabili, vale a dire:

  • Una casella PEC
  • Un kit per la firma digitale
  • Un programma per la creazione del file XML (la fattura in formato incomprensibile all’occhio umano, insomma)
  • Due o tre scatole di Maalox e tanto, tanto caffè.

Vediamo come ottenere il tutto, cercando di pagare il meno possibile (pia illusione).

Una casella PEC (Posta Elettronica Certificata)

Cos’è?

Si tratta dell’equivalente di una raccomandata in forma di email. Costa solo 6,10 euro (IVA inclusa) l’anno. Si può fare. Se non l’avete già (ricordo che quella fornita gratuitamente qualche anno fa dal Governo NON va bene, visto il servizio sta per essere smantellato)

Come si ottiene?

– Andate su www.pec.it

Scegliete il pacchetto da 5 euro (gli altri non credo convengano per chi non pensa di usarla pure per fare gli auguri di Natale), aggiungetelo al carrello, pagate e aspettate la conferma via email. Seguendo le istruzioni, dovrete poi fare l’accesso all’url che vi verrà indicato, fare l’upload della scansione di un vostro documento e…voilà, ecco pronta la PEC! (Fatto?! Già fatto?! Calmi, quella era la PIC…Purtroppo il seguito non sarà indolore)

Il kit per la firma digitale

Cos’è?

…è…come dire…una firma, però digitale. In termini ancora meno tecnici, si tratta di una pendrive con al suo interno una scheda SIM, identica a quella di un cellulare, chiamata però Carta Nazionale dei Servizi (da ora in avanti CNS). La pendrive è un semplice lettore che sfrutta dei certificati col vostro bel nome contenuti nella SIM per “firmare” un documento. In questo modo verrà certificato che, si, siete voi i responsabili legali, civili, penali e corporali di eventuali truffe, errori o omissioni all’interno della fattura. Come si utilizza la firma digitale lo vedremo tra un po’, intanto vediamo come ottenerla.

Come si ottiene?

Anche questa può essere fornita da più agenzie. Io mi sono affidato ad Aruba, ma più perché non mi andava di cercare. Aruba offre diversi pacchetti, cercando in tutti i modi di convincerti a prendere la loro pendrive brandizzata autoinstallante e supercool a 61 euro (+IVA) e 10 euro (+ IVA) di spedizione. Ammetto di non averla presa solo per un uso sconclusionato di mille “!!!!” nella loro pagina promozionale, tipo sito di phishing. Questo, più il fatto che costasse un occhio della testa.

Ho così preso il cosiddetto token (una pendrive triste e nera, insomma) + SIM card con la CNS (avete già dimenticato che sta per Carta Nazionale dei Servizi, eh?) per un totale di 63,44 euro, IVA e spedizione inclusa. Tanto. Troppo. Ma vale 3 anni, quindi piango con un occhio.

Cosa cambia dal modello supercool? Non si autoinstalla (noooo) e devi scaricare i driver (noooo!) dal sito di Aruba. Però costa una ventina di euro meno, quindi avrei accettato anche di andarla a ritirare io a nuoto.

La procedura per ottenere la CNS è pari a quella per ottenere un mutuo: intanto paghi il tutto e ovviamente ti aspetti che spediscano subito la pendrive.

Come no. Intanto devi scegliere tra:

  • fartela recapitare a casa (yeah!) ma poi doverti recare in Questura o affini per farti identificare (decisamente meno yeah)
  • farla recapitare presso un centro Mail Boxes, andarla tu a ritirare (poco yeah), pagare altri 11 euro (molto poco yeah) ma farti identificare subito lì (yeah!) mostrando un documento e risparmiando così tre o quattro ore di vita. Io ho scelto questa seconda opzione.

D’accordo, ma ora la spediranno subito!

Come no. Passano in media sette giorni lavorativi prima della spedizione, quindi si tratta di un’operazione da fare senza avere l’urgenza di emettere fatture, altrimenti il tempo volerà quasi quanto quando guardate l’acqua della pasta nella speranza possa bollire prima (come me, per la cronaca). Vi verrà notificata la spedizione e il centro Mail Boxes chiamerà all’arrivo del mega-pacco-gigante. Del resto, la spedizione è costata 10 euro, sarà tipo un cubo di un metro per un metro pesante venti chili.

No, è una busta. Peraltro pure aperta.

Al suo interno si trova:

  • il “Modulo di richiesta dispositivo di firma digitale” (da firmare in duplice copia, una delle quali resta a voi e va conservata)
  • il token (o, se vi siete lasciati tentare, la pendrive supercool)
  • la scheda SIM della CNS
  • la busta (questa deve essere chiusa) con i codici PIN e PUK

Oooh! Finalmente ho la firma digitale! Sotto con la fattura!

No. Non è ancora finita.

Le ultime formalità prima di utilizzare la firma digitale

Basta seguire le istruzioni contenute nell’email di avvenuta spedizione, una volta ricevuta la busta bisogna (cito)

  • Accedere alla pagina https://www.pec.it/KitFirmaDigitale/attivazione.aspx
  • Inserire i dati richiesti
  • Attendere la ricezione del messaggio di testo contenente il codice di attivazione personale per l’attivazione del certificato
  • Inserire il codice di attivazione personale nella pagina di attivazione.

Ci siamo quasi! Prima di poterla usare, soprattutto se avete scelto il token, dovete scaricare e installare tre software gratuiti.

1) Il driver per leggere la scheda SIM. Facile no?

No, visto che dovete prima capire quale sia il driver tra tre disponibili:

  • Incard?
  • Oberthur?
  • Athena?

L’unica cosa certa è che la Compagnia dell’Anello sarà finalmente riunita. Per rivelare l’arcano, dovete vedere che forma abbia la scheda SIM tra queste:

Come fare una fattura elettronica
Fonte: Aruba.it

e scaricare il driver apposito, usando i seguenti link:

Incard: scarica il driver dal sito Aruba.it

Oberthur: scarica il driver dal sito Aruba.it

Athena: scarica il driver dal sito Aruba.it

(per qualunque altro dubbio, c’è la chiarissima – uuu! – pagina di aiuto di Aruba)

(N.B. Se i link suddetti non dovessero funzionare e/o cercate le versioni per Linux e Mac, nel sito di Aruba in questa pagina dove poter trovare tutto il materiale più aggiornato)

2) Aruba Sign: è quello che serve a leggere la scheda SIM e firmare il documento. Lo trovate qui http://www.pec.it/Download/Software/FirmaDigitale/ArubaSign2_9_1.exe

Dopo aver sacrificato al vostro Dio un piccione e un porcellino d’India, versando il loro sangue sul token (rovinandolo e finendo per ordinare davvero la pendrive supercool…Ah, le strategie di marketing di Aruba!) avrete finalmente pronta la firma digitale. Fatevi una bella doccia fredda, preparate un’unghia di drago e della bava di lumaca e continuiamo con lo step successivo, degno di una megera: fare la fattura!

Quando il gioco lo fatt-uro, i duri cominciano a fatturare

(o le fatture cominciano a durare…non lo ricordo mai)

Fatto (fortunatamente una tantum) quanto appena descritto, sarà necessario trovare un servizio che vi compili le fatture in formato XML. Non vi serve sapere cosa sia l’XML, sappiate solo che è incomprensibile.

come fare una fattura elettronica

I servizi a disposizione sono tanti ma molti sono a disposizione solo delle aziende, come se i liberi professionisti non fatturassero mai alla Pubblica Amministrazione.

Personalmente mi sono trovato bene con Fattura24.it, quindi descriverò l’iter di compilazione fattura per mezzo loro, anche se è facilmente generalizzabile a tutti gli altri servizi (se ne conoscete altri, fatemelo sapere, è sempre meglio avere un piano B).

Hanno sia il piano Free (per chi fa 15 fatture l’anno…ma le produce solo in XML) sia in crescendo dai 60 euro l’anno in sui, con invio diretto della fattura elettronica ed altre funzionalità che, nel mio caso, non sono utili (listino, magazzino etc).

Farne una è semplice: si va su Fatture…

come fare la fattura elettronica fattura24-min

A quel punto di procede con la compilazione nel modo più classico possibile, specie se avete mai avuto un gestionale. Direi che l’inserimento dei dati è così palese che metto qui solo un esempio:

come fare la fattura elettronica fattura24 -4-min (1)

PDF o XML?

A quanto leggo, se non avete un account premium con Fattura24.it, che spedisce in automatico la fattura al sistema di interscambio, viene generato solo un file XML (si, proprio lui!) e non il PDF da stampare.

Ogni file XML creato avrà questo formato:

IT****************_00001.xml

…dove al posto degli asterischi non c’è una parolaccia (ah, sapeste quante ne sono volate….) ma il vostro codice fiscale.

Ogni file creato avrà un ordine progressivo (00001, 00002…) che, nota da ricordare, NON è necessariamente quello del numero della fattura. Più in avanti vedremo perché è importante.

Il file XML che potrete scaricare da qui NON è firmato e dunque non inviabile. Orsù, firmiamolo allora

Come si firma digitalmente un file XML?

Posate la Mont Blanc e prendete la ben più cara pendrive con la CNS dentro.

Avviate il software Aruba Sign e se tutto va bene (ossia se il sangue del porcellino d’India ha benedetto il dispositivo) vi apparirà questa maschera:

come fare una fattura elettronica

Inserite la pendrive e cliccate su “Firma” (ebbene si).

Vi chiederà il documento XML da firmare. Trovatelo e premete OK.

come fare una fattura elettronica

Nella schermata successiva dovreste vedere il vostro nome con una bella spunta verde sopra, il percorso dove dovrà salvare il file firmato e, soprattutto, il “Tipo Busta”.

come fare una fattura elettronica

Lasciate quella di default “Busta Crittografica P7M (CAdES)” e non fare come qualcuno che mise per mezza giornata il ben più logico “Aggiungi firma digitale a file XML”, visto che questo generò problemi quasi governativi che vi risparmio volentieri.

Premete OK e auspicabilmente riceverete conferma dell’avvenuta firma. Per essere certi, potete sottoporre a “Verifica” il file firmato scegliendo la corretta opzione (la V verde) nel menu principale. Se tutte le V nella verifica saranno verdi, siete a cavallo.

Ok, avete persino firmato il vostro primo file XML! L’avreste mai pensato? Ora c’è un ultimo passo da fare: una bella gita nel Sistema di Interscambio!

Cos’è il Sistema di Interscambio?

(il triangolo no, non l’avevo considerato)

No, nulla a che vedere col celebre ménage à trois narrato all’inizio. Il sistema di interscambio è il sistema di smistamento automatico delle fatture elettroniche verso la corretta destinazione.

Come fa il sistema a sapere dove mandare le fatture? Semplice, è tutto scritto nel bel file XML da voi mirabilmente compilato.

E’ tutto davvero interessante ma…posso sapere come inviare una fattura elettronica?

In un mondo ideale una persona si recherebbe nel sito predisposto dal Governo, dove già si trovano vari strumenti utili alla causa: http://www.fatturapa.gov.it/export/fatturazione/it/strumenti.htm

Tra questi, un sistema per la verifica della bontà del file (ne parlerò tra poco, citando gli infami “Errori”) e, appunto, la possibilità di inviare via web le fatture. Fantastico, no?

No, visto che non funziona e, se funziona, lo fa male. Dopo averci provato per due ore e mezza, di notte peraltro, la mattina alle 7.30 chiamo il loro call center. Cito fedelmente l’operatrice:

Operatrice: “Ma…scusi, perché utilizza il servizio via web?

Io: “Non lo so, forse perché il piccione viaggiatore non è annoverato dal genio che ha inventato sta cavolo di fattura”

Operatrice: “Ma è facilissimo! Basta mandare tramite posta certificata il file XML firmato come allegato a una email, indirizzandola a [email protected]

Io: “…tutto qui?”

Operatrice: “Siii, tutto qui! Come oggetto può mettere quello che le pare, anche solo Fattura PA”

Chiudo mestamente, provando a mandare le email come descritto. Caspita, funzionava. Vado a lavoro, felice. Chiamo le scuole dopo qualche ora, bullandomi della mia estrema abilità nella fatturazione elettronica e chiedendo una ovvia conferma della ricezione dei file.

Loro: “Non è arrivato niente”

Io: “…”

Controllo la posta: errori su errori. Il Sistema di Interscambio, infatti, non si limita a recapitare i file ma li controlla pure.

Se c’è anche il minimo errore formale, lo ritorna al mittente, prendendolo pure in giro.

Gli errori, questi odiosi sconosciuti

Nel sito del Governo è presente questo file con le indicazioni degli errori più comuni. Ne segnalo giusto i due più frequenti:

Errore 00001: Nome file non valido

Come dicevo, il file XML deve essere chiamato in modo particolare, altrimenti viene rifiutato. Ricordo che al posto degli asterischi ci sarà il vostro codice fiscale:

IT****************_00001.xml –>  Fattura non firmata

IT****************_00001.xml.p7m –>  Fattura firmata e pronta all’invio

Quindi, se chiamate il file pagamisubitosennòseducolabidella.xml.p7m non va bene.

Errore 00002: Nome file duplicato

Il più odioso. Mandate una fattura e vi torna indietro con questo codice, indicante che il file della fattura denominato IT****************_00001.xml.p7m l’avevate già mandato. Il sistema di interscambio infatti è come se dicesse “Furbetto furbetto, già hai mandato questa fattura…mica vuoi essere pagato due volte eh?”. Peccato che spesso sbrocchi e ti dia l’errore anche se mandi quel file per la prima volta.

Donde il dubbio: mica posso cambiare il nome del file di mia sponte! Se la mia fattura 01/2015 non si chiama pure IT****************_00001.xml.p7m Equitalia verrà a bussarmi a casa! Cosa faccio?

Chiamo di nuovo il call center, sperando di ritrovare la signorina così gentile di prima. Non era lei, ma aveva la voce altrettanto gentile. Spiego il mio problema e lei, prontamente, me lo risolve (cito fedelmente):

Operatrice: “Ma che seccatura! Lo volete capire che il numero progressivo del file NON deve essere necessariamente quello della fattura?!?

Io: “Come no?”

Operatrice: “Uff, no, possibile che tutti non lo capiate? Può essere 00001, 12345, quello che vuole”

Morale della favola: se vi torna indietro il file con l’errore 00002, cambiate il nome del file e rispeditelo.

Es: da IT****************_00001.xml.p7m a IT****************_00002.xml.p7m

Ho spedito la fattura elettronica! Mi ha pure dato la conferma di ricezione! E ora?

Ora verrete semplicemente odiati dal ragioniere o chiunque sia che dovrà perdere (cito) almeno diciotto minuti per scaricare, decriptare, visionare, controllare ed eventualmente approvare la vostra fattura.

Viva la semplificazione, insomma!

Aggiornamento: e il bollo virtuale?

Ah! Vi illudevate fosse tutto finito, non è vero? Eppure vi siete dimenticati (io l’ho fatto) del bollo virtuale, ossia quella roba appiccicosa e luminescente che si compra al tabacchi del valore di 2 euro da apporre sull’originale delle fatture (non soggette ad IVA) superiori a 77,47 euro.

Se vi state ancora chiedendo come attaccare la roba appiccicosa e luminescente a una fattura che non riuscite nemmeno a stampare, sappiate che la faccenda è ancora più semplice: si pagano i bolli cumulativi (quindi 2 euro per ogni fattura che ne richiede uno) tramite F24 (Sezione Erario, codice tributo 2501: “Imposta di bollo su libri, registri ed altri documenti rilevanti ai fini tributari”, articolo 6 del decreto del 17/6/2014”). Quando? Entro 120 giorni dalla data della chiusura dell’esercizio di riferimento. Tradotto: entro i primi 4 mesi (30 Aprile) dell’anno successivo. Era tanto difficile scrivere così, vero?

Aggiornamento bis: spetta, spetta…e come le conservo?

A quanto pare un cassetto (o una directory, per i puristi) non è sufficiente. Però rispetto agli scenari apocalittici iniziali (tipo dover pagare tot all’anno per avere un archivio blindato tipo Fort Knox su Aruba & co), le cose sembrano un filo migliorate. Sempre da Fattura24.it leggo:

“Come chiarito dal recente provvedimento del 30 aprile 2018, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio gratuito di conservazione a norma delle fatture (per 15 anni), al quale l’utente, se vorrà, potrà accedere manualmente o, in alternativa, potrà scegliere uno dei provider a pagamento presenti sul mercato.”

Non ce la faccio più!

No, non è ciò che dirai tu (spero), ma il mio stato psicofisico dopo la scrittura di questo articolo. Credo di aver detto tutto e spero di avervi fatto un bel regalo con questa guida semi-seria che magari vi ha pure strappato una risata. Del resto, se non la si prende sul ridere, c’è davvero da starci male…

Se avete gradito vi invito a condividere questa guida e avete esperienze in materia (strumenti non citati qui, altri servizi più economici etc) mi farebbe piacere leggere i vostri commenti. ;)

Massimo Cappanera

Uomo. Marito. Padre. Mi occupo di comunicazione sul web e marketing per professionisti e piccole aziende. Copywriter per passione e narratore di aneddoti per diletto. Fedele al motto "Verba volant, scripta manent, internet docet".

259 commenti

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  • Grazie Massimo, simpatico, ben scritto, bello chiaro ed esaustivo, per me attempata signora anzi signorina Pegreffi era quello che mi ci voleva.
    Proprio oggi ho chiesto come fare in università e mi hanno risposto di prendermi un commercialista…
    terrò il tuo sito nei preferiti…
    ciao
    antonstill

  • buongiorno e grazie per avermi permesso di leggere la tua scrittura ironica e piacevole….ma ora ti chiedo….fattura elettronica secondo regime forfettario, senza IVA??? mi sai indicare qlc di utile?

    • ho quasi gli stessi problemi di Giuseppe.
      Ho abbandonato fatturapertutti perchè ho capito che se voglio le cose fatte per bene devo pagare anche con loro, malgrado sbandierino ai quattro venti la parola “GRATIS”.
      ci sono tanti fornitori di servizi a pagamento che sono validi.
      Ho letto anche i commenti di stefano e i suoi ‘consigli di parte’ (come dice lui stesso).
      Ho poco da dire, mi sono rivolto anche io tempo fa al servizio da lui consigliato e mi trovo benissimo e a costi bassississississsissimiii. ho detto basta al fai date, troppo tempo perso.
      a buon intenditor poche parole!
      un grazie particolare a Massimo Cappanera che consente uno scambio così libero di opinioni, consigli e vicissitudini. la condivisione è il successo della rete. bravo Massimo

        • Io acquistai l’anno scorso un pacchetto di 20 fatture (io ne emetto 5 o 6 all’anno) ma le fatture acquistate non hanno scadenza, cioè possono essere utilizzate anche negli anni fiscali successivi a quello di acquisto. E non mi sembra poco.
          Senza farla tanto lunga, praticamente io redigo la fattura sulla loro pagina web (2 minuti!!) e clicco su INVIA.
          A questo punto mio ho finito.
          Loro pensano a firmare digitalmente, inviare al SdI, recapitarmi via mail tutte le notifiche. Il prezzo comprende l’apposizione della marca temporale e la conservazione decennale.
          Mi viene inviata una copia in pdf che io posso dare al mio commercialista.
          Ma la cosa importante è che le mie fatture elettroniche sono archiviate sui loro server e io non ho pensieri: se un giorno mi dovesse servire qualche fattura me la scarico comodamente.
          il costo per una fattura nel pacchetto da 20 è 1,89 +IVA (io l’anno scorso le pagai un po’ di più).
          Sinceramente li pago ben volentieri 2 euro pur di non avere problemi!
          e non ci sono altri costi aggiuntivi, cioè canoni, attivazioni, rinnovi, …insomma tutte quelle cose che spesso vengono nascoste dai listini.
          che dire, io gli darei un bel 10 e Lode.

  • Illuminante, chiaro e davvero molto divertente! :-)
    Fossi in te mi dedicherei al Cabaret! Complimenti! :-)

  • Ottima guida, ma personalmente devo inviare una sola fattura per un unico lavoro nel mio comune, ho notato che su fatturapertutti.it offrono il servizio pro ad un prezzo accettabile.
    Sarebbe il caso di procedere in quel modo e lasciare tutta la fatica a loro?

    • Daniele, purtroppo non so cosa dirti…Si era parlato anche di un altro servizio ultimamente, confronta i due e vedi quale ti ispira di più :) Felice ti sia piaciuto l’articolo :)

  • Semplicemente spettacolare!!! hai descritto tutte le mie/nostre fatiche ed il mio iter dello scorso anno,, ancora adesso quando devo emettere una fattura elettronica, devo prima fare un po’ di rilassamento!!! come complicare il lavoro! ma la cosa bella è solo una CE L’ABBIAMO FATTA DA SOLI!

  • Ohi ohi trovato questa guida ero certa di potercela fare, passate senza ostacoli la PEC e la firma digitale ero davvero fiduciosa, speranze svanite nella registrazione a fatturepertutti.it. Sto facendo la procedura per un’associazione non riconosciuta che non ha partita iva (nonostante questo la fattura elettronica è obbligatoria) ma non riesco a iscrivermi al servizio essendo la partita iva dato obbligatorio, qualcuno conosce una soluzione?

    Grazie mille

  • un solo commento: italia (non è ignoranza, a stato minuscolo corrisponde l’iniziale in minuscolo)? Era meglio morire da piccoli…

  • Dopo quasi un mese da incubo (vi dico solo che il supporto via chat di Aruba dopo avermi detto per 5 volte di fila la stessa cosa, che tra l’altro era pure nel manuale, e che io dicevo alla consulente che avevo già fatto tutto ciò, mi ha ringraziato per averla contattato e mi ha congedato…senza darmi una risposta!!) sono riuscita ad inviare la fattura!! Quindi grazie di cuore a te Massimo e a tutti i compagni di sventura che hanno commentato per dare consigli…. siete stati indispensabili! La cosa tragicamente comica è che probabilmente sei diventato la fonte ufficiale per le fatture elettroniche, perchè nel mondo reale ci abbandonano a noi stessi..(il mio commercialista mi ha detto di guardare in internet..)
    Grazie quindi!!! Ora aspettiamo il pagamento!

    • Veronica, con la questione della fonte ufficiale mi hai fatto scoppiare a ridere…amaro, visto che non ci sei andata lontano…ma se devo diventare la fonte per la fattura elettronica, il paladino della giustizia per le truffe e chissà cos’altro, c’è DAVVERO un problema! Il prossimo passo quale sarà? Guaritore a distanza da disfunzioni erettili? :O

  • eccomi qui alle 8 del mattino a cercare il modo di compilare la fattura elettronica e dopo aver letto questo articolo ho deciso che dovendone compilare una sola me lo farò fare a pagamento che sicuramente spendo meno che procurarmi tutto quello che serve sempre che io non debba comunque acquistare un kit per la firma elettronica comunque. Ci vuole proprio la loro abilità a rendere così complicata una cosa che ci dovrebbe semplificare la vita. Ma loro chi? vorrei proprio vederli in faccia quelli che hanno organizzato sto casino informatico!
    Buona Fattura a tutti

    • Ciao Fiorella, l’articolo è un po’ sorpassato ma credo possa andare ancora bene per dare un senso generale a una faccenda che istituzionalmente è stata buttata nella mischia senza uno straccio di libretto d’istruzioni…quindi felice di aiutare anche te :)

  • Ciao. Ho creato le fatture, le ho convalidate e mi da la conferma di convalida.
    Ma il file XML non si è generato, non lo trovo nella pagina di stato flussi.
    Ci vuole qualche minuto/ora per creare il file xml? Non mi appare ancora!
    Chiedo aiuto!!

  • Beh, complimenti, per me questo blog è stato fondamentale. Ho l’impressione che i vari siti tendano a complicare le cose, invece di spiegarle: così acquistano clienti.
    Grazie!

  • Massimo sei stato Fantastico….
    Almeno mi hai fatto ridere delle nostre disgrazie.

    Ti ringrazio per le spiegazioni dettagliate e decisamente comiche ma che adempiono alle FALLE del Governo Italiano che parla e parla… e parla ancora… tando che alla fine non si capisce nulla.

    Buona giornata
    Marco

  • Ciao Massimo, come tutti qui, ti ringrazio per la tua guida e per aver consigliato il sito fatturapertutti.it, devo dire che, rispetto al servizio offerto dal governo, a cui, fra l’altro, non sono più riuscita ad accedere, quel sito è molto più intuitivo e alla portata di tutti. ringrazio anche tutte le persone che lo hanno elaborato cercando di renderci più facile la vita.
    Con queste fatture elettroniche altro che semplificazione e risparmio! non sarebbe stato un vero risparmio (di tempo e denaro) e una vera semplificazione se si fosse potuta mandare una comunissima fattura in pdf, tramite la pec?

    Comunque… volevo chiederti una cosa riguardo il sito. Io ho una cartolibreria, quindi devo fare fattura elettronica al comune di Tivoli per avere il rimborso delle maledettissime cedole scolastiche. ho inserito il numero delle cedole, lì dove c’è scritto “causale”, ma stampando la fattura per uso interno (quella che si presenta come una normale fattura), questa voce non viene visualizzata. onde evitare un mancato rimborso, vorrei sapere se questa voce verrà visualizzata da chi riceverà la fattura oppure no. grazie mille ancora per il tuo tempo e la tua disponibilità

    • Bellissima domanda Laura, purtroppo non posso darti risposta certa :( In teoria se non appare a te, non appare nemmeno a loro…Spero ci sia qualcuno in grado di darti una risposta più intelligente della mia, però!

  • Fantastico. Mi hai fatto piangere dal ridere perchè sto già a tre ingredienti su quattro della macumba. Stiamo a vedere il risultato …. A distanza di un anno e mezzo, non so se le cose siano migliorate, anzi, incappi in fantasmagoriche novità come SPID che in nome della semplificazione al secondo click ti fa venir voglia di darti alla pastorizia(ma mi sa che persino lì ti taglian le gambe con la burocrazia)
    La tua guida resta sinora la più utile. Almeno risolleva il morale!

    • Se dopo un anno e mezzo è ancora la più utile, siamo messi BENISSIMO…!
      Voglio dire, non è aggiornata, campa di commenti…figurati il resto, allora :D
      Dello SPID e del suo ruolo STUPEFACENTE ne parlo qui :)

  • Grazie, sei bravissimo mi sono proprio divertita.
    Io ieri ho passato il pomeriggio con un collega (due teste sono meglio di una) per compilare una fattura elettronica sul sito gratuito dell’Agenzia delle Entrate. Ma chi le fa queste piattaforme on line? Quanto sono stati pagati quelli che le hanno realizzate?
    Il fatto che sia venuta a cercare il tuo sito (comesifaunafatturaelettronica) dovrebbe farti capire qual è stato l’esito del nostro tentativo. Preciso che essendo liberi professionisti siamo da anni forniti di pec e di firma digitale.
    Un amico che nella vita non fa niente, smanetta solo con i computer per diletto dice che siamo dei dinosauri e dobbiamo aggiornarci; essendo io architetto mi piacerebbe fargli solo compilare il modello (non fare il progetto, quello sarebbe facile!) di una L o una CIL o una CILA o una DIA o una SCIA, o un PDC … e vorrei farlo compilare anche a quelli che hanno “studiato” la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate.
    Questa è la semplificazione burocratica che da molti anni i nostri governanti stanno mettendo a punto.
    Ciao michela

  • Ciao Massimo,
    davvero complimenti per questa tua guida semi-seria sulla fattura pa, credo di avercela fatta!!
    Ora stiamo solo a vedere se arriva il bonifico.
    Ho perso un paio d’ore a capire ed eseguire tutto il procedimento, ma d’ora in poi non dovrò più sborsare € 25,00+iva al commercialista per la generazione/invio di ogni fattura pa ;-)

  • ma il sito che hai pubblicato che spedisce gratis la fatt elett la tiene anche per 10 anni? visto che ho letto che una fatt elett va tenuta per 10 anni…altrimenti cosa suggerisci?

  • Sono capitata per caso su questo post e mi hai fatto rivivere le stesse tribulaIoni di due anni fa!
    Io tutt’or utilizzo un altro programma quello dal sito “laziocrea” ma stavo cercando di cambiarlo con una soluzione che sia gratuita sempre.
    Il sito di cui parli “fatturapertutti” posso chiederti se è gratis per sempre, ha qualche limite numerico di fatture?
    Grazie

  • Davvero divertente ed argomento affrontato in modo scanzonato dopo ore di reale sofferenza: complimenti.
    Mi è successa una cosa simile quando ho dovuto inviare per la prima volta una perizia in qualità di CTU al tribunale di Venezia col nuovo sistema telematico.
    Grazie e buon lavoro

      • Ciao Massimo,
        complimenti per il blog, utile e divertente.Premesso che ho letto velocemente tutti voi, ho una urgenza pazzesca di fare fatturazione elettronica entro il 31 gennaio e visto che il mio commercialista non ne fa e pensando fosse una cosa semplice, vado sul sito di Aruba ieri e acquisto con un offerta in convenzione con il mio ordine professionale il pacchetto Fatturazione elettronica per sole 25 fatture visto che devo fare solo 6 in un anno…ora a parte i tempi di arrivo del pacchetto, leggo qui che occorre anche avere la firma digitale e tra una cosa e l’altra se tutto va bene va via qualche giorno….
        Ora vi chiedo…mi conviene rivolgermi ad altri commercialisti che magari la facciano ( cavolo è materia loro!) , dato che questo pacchetto non ha scadenza , oppure tentare un fai da te??Inoltre io ho regime forfettario senza IVA, e se non erro un certo Stefano e Giuseppe ne parlavano….potreste aiutarmi?GRAZIE A TUTTI

  • heheheeh davvero divertente …. ma io sto continuando a bestemmiare …. ora sono alla “s” ma questo è il terzo giro di calendario…. :)

  • Buonasera,ho letto un po’ del racconto come si la fatturazione elettronica,dovevo fare la f.ra el.ca per la scuola,però io non essendo capace l’ho fatta fare al commercialista.Per fine anno il conto da emettere al comune era di euro2835 circa ed ora in banca essendomi arrivato il pagamento di euro 2577 (che è circa il 10% in meno)non riesco a capire dove sono finiti quei soldi.Se me può spiegare lei lo ringrazio.Osvaldo

    • Ahimé Osvaldo non posso aiutarti, non sono del settore…sono anch’io una vittima della fattura elettronica immolata all’altare della Patria! Però chissà che non ti possa rispondere qualcuno. Ma in tutto questo il commercialista che dice? :)

    • salve Osvaldo.
      Ma nella fattura elettronica nel campo “2.4.2.6 ” che importo c’è scritto?
      Questo sarebbe un primo passo per capire cosa sia successo.

  • Sono passati due anni dal tuo articolo e mi auguro che le cose siano un filo migliorate.
    Mi chiedo: una scuola mi chiesto una fattura elettronica in ritenuta d’acconto…ha senso se non ho partita iva,fare tutto questo percorso,con sprechi d’energia e soldi per una misera collaborazione occasionale?
    Io lavoro in ritenuta d’acconto e non ho la partita iva….ne uscirò viva?
    Il bello è che non so nemmeno a chi chiedere aiuto!

  • Ciao,
    Grazie per la esauriente e davvero divertentissima guida. Oltre a imparare cose che non conoscevo mi sono anche fatta due risate, che non guasta mai!
    Per ora sono arrivata solo alla prima fase (acquisto chiavetta). Nel frattempo ho appreso che la firma digitale serve anche per iscriversi ai portali di procurement della PA (quindi anche per ottenere un incarico, non solo per fatturare).
    Con un po’ di trepidazione per i passi successivi, aspetto di ricevere il prezioso pacchetto e di farmi riconoscere de visu per la modica cifra di eur 11… dopodiché tornerò a consultare la tua guida!

  • grazie grazie grazzissimo! mi hai aiutato, sostenuto e divertito!
    insomma se oggi non ci fosse stato questo tuo scritto condiviso (grazie ancora di aver “perso tempo” per estranei) oggi sarebbe stata una gran brutta giornata
    grazie!
    tutto perfetto. scritto bene,esaustivo e divertente!
    grazie ancora!
    ciao

  • Grazie per la guida. Utile e divertente. Ovviamente adesso sono tra il terrorizzato e l’inviperito all’idea di “fatturare digitalmente”, ma almeno ho appreso qualcosa in modo chiaro, esaustivo e facendomi 2 risate.
    Complimenti

  • Complimenti per questa guida Massimo, oltre a essere utile sdrammatizza.

    La cosa che mi colpisce e sfinisce è il sadismo che fa da fil rouge a tutto questo sistema.
    Per partorire una cagata simile in nome della semplificazione ci vuole non solo incompetenza, ma anche pigrizia e avidità. Pigrizia da parte delle PA, e avidità da parte delle aziende IT che vi hanno partecipato, che sono poi le uniche a capire come funziona l’architettura.

    Povera Italia.

    Un chiarimento, se utilizzo i servizi a pagamento per la fatturazione elettronica by Aruba e affini, devo comunque prendere la “pennetta token” o ci pensano loro alla firma?

    • Piero, non cadere nella trappola del “tuttogratis”.
      Tu lavoreresti gratuitamente? …immagino di no!
      Allora perché altri dovrebbero farlo?
      E’ solo in apparenza che le cose sono gratis.

      ciao,
      Stefano

      • grazie alla tecnologia e alla “semplificazione” burocratica hanno origine nuovi lavori , ma pagare anche solo un centisimo per fare una fattura per essere pagati mi sembra piuttosto distopico!

        • Gentilissimo Simone,
          la sua è una analisi quantomeno superficiale, populista e per una facile battuta: “pagare per essere pagato”. Bel gioco di parole: applauso prego!
          Non prendo le difese di alcuno, ma mi permetta una riflessione da terzo neutro.

          Ma Lei le fatture cartacee che ha emesso finora le ha scritte con il word? con excel? con un software di fatturazione? Altro?
          Bene, e quanto li ha pagati questi software? se sono gratis forse non sono legali (capisci a me!!).
          E la carta su cui le stampa? Gliela regalano?
          e la fotocopia che porta al commercialista?
          e il tempo per portarla dal commercialista?
          e lo spazio fisico che utilizza per tenere tutto in doppia copia di sicurezza perché “non si sa mai la casa dovesse prendere fuoco!”?
          Evito di citare gli alberi abbattuti per produrre la carta, la benzina sprecata per andare dal commercialista, etc., argomenti sacrosanti ma ormai stucchevoli.

          Quindi lei non sta pagando per essere pagato; credo che le attività che lei avrà affrontato per prestare un servizio ed essere giustamente remunerato (ogni lavoro deve avere la dignità di un riconoscimento economico) saranno state ben altre, sicuramente più costose e sicuramente le avrà affrontate per fornire la prestazione più professionale che potesse.
          Il costo di fattura elettronica fa parte dei costi della sua produzione.
          A lungo andare capirà che fatturare elettronicamente le costerà di meno che farlo in forma cartacea, glielo assicuro.
          I processi di dematerializzazione sono ormai irreversibili e sicuramente anche auspicabili, glielo dico da cittadino comune.

          E io personalmente ho anche optato da quest’anno per la fatturazione elettronica tra privati. Ci credo.
          Inoltre condivido uno spazio web con il mio commercialista ed è su quella piattaforma che gli fornisco tutta la mia documentazione fiscale. Un bel risparmio di tempo, un bel guadagno.

          saluti,
          Arturo

          p.s.: mi spiace informarla che dal 2019 la fatturazione elettronica sarà obbligatoria anche tra privati!

  • Ciao, ottima guida, ne farò buon uso!!
    Ma vale lo stesso anche per la fatturazione elettronica tra soggetti IVA che sarà obbligatoria dal 2019??
    L’invio dell’XML firmato dovrà essere inviato via PEC all’indirizzo PEC dell’ditta/azienda/professionista, immagino, giusto?
    La conservazione elettronica invece è sempre nel modello unico che compila il commercialista??

    Grazie
    Mauro

    • Ciao Mauro, in realtà per quella tra privati non ne ho idea, ma credo passerà sempre dal sistema di interscambio, altrimenti come faranno a controllarle? Per la conservazione elettronica, se il tuo commercialista non ne sa nulla quanto il mio, allora è meglio affidarsi ad agenzie esterne che si occupano di tutto. Poi ovviamente dipende di che mole di fatture parliamo ;)

    • Buongiorno Mauro,
      la fatturazione elettronica tra privati adotterà le stesse procedure. Mi spiego.
      La fattura da inviare al proprio committente dovrà essere inviata all’indirizzo PEC dell’Agenzia delle Entrate. Sarà quest’ultima a inoltrare poi la fattura al committente.
      Come fa l’SdI a capire a chi inoltrare la tua fattura?
      Semplice, all’interno della fattura sarà indicato l’indirizzo PEC del committente.

      Se invece il destinatario utilizza un intermediario, si potrà inserire in fattura il CODICE DESTINATARIO del committente e l’Agenzia delle Entrare invia la fattura al gestore del servizio.
      Et voilà! il gioco è fatto!

      NOTA: il CODICE DESTINATARIO è una stringa di 7 caratteri e individua un certo numero di soggetti privati all’interno di un servizio conto terzi di fatturazione. Cioè un codice destinatario può essere attribuito a più partite IVA. Sarà poi il servizio di intermediazione a inoltrare la fattura alla giusta p. IVA.
      Ti ricordo invece che per le PA si chiama CODICE UNIVOCO ed è una stringa composta da 6 caratteri e individua una e una sola PA.

      buone fatture!

  • Mi sono fatta un sacco di risate sperando di non doverne fare… Ma ho paura che tra poco diventeranno obbligatorie anche quelle ai privati…
    Grazie comunque di questa guida, molto chiara e divertente (visto che già quello che tratta non lo è)!

    • Emilie,
      dal 2019 diventerà obbligatoria anche tra i privati, …ma non aver paura! Dai!
      Ti accorgerai che rispetto al tempo in cui Cappanera ha scritto questo post le cose sono cambiate un bel po’.
      Fare fatture è ora tutto un altro discorso se utilizzi un service apposito, i costi sono irrisori e stai molto più tranquilla che farla cartacea, ti assicuro.

  • Grazie Massimo! Mi hai salvato da un bel po’ di rogne!
    Aggiungo che token più SIM possono essere richiesti anche alla camera di commercio; per il primo rilascio si pagano 40 euro totali (tramite bollettino postale o bonifico, in alcune camere di commercio si può pagare anche col bancomat), una volta fatto il versamento si prende un appuntamento e si ritira il kit allo sportello della camera di commercio, già attivato e pronto all’uso.
    Ad oggi il token “anonimo” aruba + sim costa ancora 63,44 euro spedito.
    Per la generazione, trasmissione e conservazione delle fatture elettroniche ci si può appoggiare al sito dell’agenzia delle entrate che ha un applicativo gratuito.
    Ovviamente la registrazione sul portale dell’agenzia delle entrate è un’altra mezza odissea…

    • Appena ritirata “business key” questa mattina dalla CdC (è la chiavetta con il software integrato), servizio molto veloce e tutto funzionante.
      Mentre però giravo per il sito dell’agenzia delle entrate, nella home Fatturazione, leggo nel menu funzionalità di supporto la voce “Sigilla fattura”.
      Ecco…mi sa che le fatture si possono firmare aggratis con la firma dell’agenzia delle entrate prima di essere trasmesse! Forse non c’è bisogno della propria firma digitale!

  • guida molto esauriente, ma non ho capito una cosa: se devi fatturare a privati e fai più fatture, devi spedirle singolarmente o in blocco? nello stesso momento in cui le emetti o a fine mese?

  • Grazie Massimo, si ride anche se con tutta questa procedura c’è da piangere …
    Dopo un tortuoso percorso per ottenere il kit delle poste che nel paese in cui vivo era quasi sicuramente il primo, riesco in due tempi a farmi identificare, leggo attentamente tutte le tue indicazioni e con le dita incrociate ieri invio finalmente la fattura di un corso che ho tenuto a febbraio.
    Oggi mi arriva la mail di scarto…… si ricomincia …

  • …Mi sto sentendo male!!!
    Il mio commercialista mi ha detto che me le farebbe lui con 25 euro a fattura, ma non è troppo???

    Però in realtà sto pensando di accettare, dati tutti gli sbatti e le perdite di tempo che comporterebbe farle autonomamente, col rischio magari di sbagliare anche..

    Grazie mille per l’articolo!

    • Elena, a 25 euro a fattura te le faccio io :D Ci sono servizi che a quel prezzo te ne fanno fare dieci, evitiamo lo strozzinaggio del commercialista (che io fossi in te cambierei, a questo punto…non mi pare l’icona della trasparenza)

  • Ciao Massimo, ammetto di essere un pò in ritardo nell’adeguarmi ma è da mesi che ho la bocca aperta dopo aver letto il tuo articolo…io rappresento la mia software house che ha sviluppato e venduto un gestionale che ha sempre fatto il suo sporco lavoro, ora però mi domando come posso convertirlo ? Mi manca la parte di creazione dell’XML, mi spiego meglio, il mio cliente compila la sua fattura con il mio gestionale e poi in qualche modo dovrebbe convertirla nel formato richiesto (XML), esistono delle librerie per VB6 o VBNet ? Poi non capisco, se io nella giornata faccio 10 fatture devo fare 10 file xml, firmarli e inviarli via PEC ? O posso fare un file unico firmarlo ed inviarlo ? Grazie, Marco

    • Ciao Marco, per quanto riguarda le librerie non so aiutarti. Tuttavia, si, se fai dieci fatture devi mandare dieci messaggi. Del resto il sistema automatico non credo saprebbe discriminarle per verificare la loro “bontà”.

  • Buongiorno ho letto tutto quello che ha scritto -non era più facile andare nel sito Agenzia delle Entrate e inoltrarla da li la fattura?
    Con gennaio 2019 quasi tutti dovranno emettere fatture elettroniche certi utilizzeranno quel sito se non hanno molte fatture.
    Cosa ne dice -io avrei pensato di fare così – Cordiali saluti Piera

  • grazie Massimo finalmente una spiegazione concreta e che concede una speranza !

    Devo imbarcarmi in questa avventura ma ho un grosso dubbio. spero tu o qualche lettore possa aiutarmi.

    Svolgo i miei servizi in Italia per una multinazionale, tra i diversi stabilimenti italiani.
    Le fatture sono intestate al cliente con sede in svizzera e in esenzione IVA e devo mandarle tassativamente via email in PDF.

    Essendo fatture inviate all’estero e senza IVA sono obbligato alla fatturazione elettronica ?
    quello che non capisco è se i miei PDF posso inviarli così come sono tramite fatturazione elettronica ( convertendoli nel formato richiesto ) o comunque se al cliente arriverà un PDF o cambierà il formato con qualcosa che loro per procedura non accetteranno.

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