Web Marketing

Come avere un milione di follower e avere successo su internet (senza farlo capire a nessuno)

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Quanto segue è il classico articolo che sembra complicato ma che alla fine ti fa esclamare “aaah, ecco come fanno a…” e ti fa aprire gli occhi su un aspetto del social network per molti ancora misterioso. L’ho scritto proprio perché uno degli obiettivi del blog è quello di rendere consapevoli i lettori di ciò che li circonda, evitando di essere “uno dei tanti” che viene usato per scopi altrui.

Ormai è inutile girarci attorno: molta gente ormai crede di essere un numero. E più questo è alto, più sembra di avere successo (qualcuno ha già visto “Caduta libera”, episodio 1 della terza stagione di Black Mirror? Finiremo così.)

Un video su youtube non si misura in termini qualitativi (stile, contenuto…) ma quantitativo: il numero di visualizzazioni batte tutto, indipendentemente che si tratti della conferenza di Obama sul clima o di uno che rutta in faccia al nonno con l’Alzheimer. E il numero di follower è persino più importante perché definisce (o definirebbe) il valore di una persona.

L’obiettivo prioritario di chi vuole avere successo su internet è dunque quello di aggredire un bacino di puri e semplici numeretti persone nella speranza di ottenere un feedback che non serva tanto a valutare la qualità del proprio prodotto ma di ragionare in termini di popolarità e, di conseguenza, guadagno.

Le strade più o meno lecite sono tante. Ma ce ne sono due in particolare poco conosciute che saranno argomento di questo post:

  • il fare squadra per avere una maggiore eco
  • la tecnica per acquisire follower senza dover pagare per quelli falsi

Come avere successo su internet? Basta fare squadra. Altro che massoneria.

come avere successo su internet condivisione follower

Immagina di avere un seguito di 5000 persone sulla tua fanpage Facebook e di postare un contenuto (articolo, foto…). In quanti lo vedranno?

5000!

Come no. E le galline muggion…mmm…fanno muuu. Posto che non sarebbe possibile nemmeno volendo (ma tutti lo pensano lo stesso), di regola Facebook in realtà mostra un tuo contenuto solo – mettiamo caso –  a 1500 di loro così da invogliarti a pagare per farlo vedere a tutti gli altri. 

Con solo 2 euro il post potrebbe raggiungere un’utenza di 4500 persone…

per poi mostrarlo solo a 700 di loro quando smetti di pagare, risultato inevitabile se ti metti a sponsorizzare post senza avere idea di come si faccia, visto che difficilmente otterrai tutto il successo sperato…in questo modo, depresso perché hai persino meno like di prima, sei invogliato a ricominciare a pagare.

Facebook si comporta come un pusher, insomma.

Su Twitter invece tutte e 5000 dovrebbero essere connesse contemporaneamente e cliccare/leggere te…Utopistico.

Come fare, allora? Semplice: si fa squadra.

Io ho 20.000 follower, tu ne hai 12.000, tizio ne ha 18000 e quell’altro ne ha la bellezza di 25.000. Facciamo un patto…Io pubblico un contenuto, tu lo ricondividi ai tuoi 12.000 contatti, tizio lo condivide a sua volta ai 18.000 etc etc. Ti renderò il favore quando tu pubblicherai i tuoi contenuti e io stesso lo farò con gli altri.

In altre parole, si sfruttano i bacini di utenza propri e altrui come casse di risonanza. Per la cronaca lo stesso accade quando uno scrive un libro e chiede ad altri di scrivere capitoli per lui…per poi ricambiare il favore in future pubblicazioni di uno di loro, in una catena che si fonda sugli stessi principi suddetti.

Bello! Un meccanismo di lobby massonica! Sfruttando poi il fatto che non esiste un solo social network, fare questo giochetto sui 3-4 principali genera un fenomeno esponenziale.

Dove sta la fregatura di questo metodo per avere successo su internet?

Semplice: nel 99% dei casi tali bacini non sono composti da gente realmente interessata a te o a quello che scrivi. Quindi puoi anche mandarlo a tre milioni di persone ma potresti avere solo cento reazioni, ossia quelli da gente che ti conosce e ti segue senza mezzucci.

Quindi non serve propriamente a vendere, quanto a vendere la propria immagine, far pensare di essere importanti. Poi, per carità, è possibile tu sia davvero una persona di valore che cerca la strada veloce per avere successo su internet.

Ma a questo punto potresti chiederti:

Se una persona non acquisisce spontaneamente un tale seguito e fa questo questo ping pong con altri utenti molto seguiti,  come fa ad aumentare il numero di follower, che può arrivare anche a un milione e oltre sommando i vari canali a disposizione? Voglio farlo anch’io! Voglio avere successo su internet!

come avere successo su internet fake follower

Psicologia dei mezzucci per avere un milione di follower

(avrai pure successo su internet, ma sarai bello come una bolla di sapone)

E’ probabile che prima o poi tu abbia visto gente con un seguito di 100.000, 200.000, 500.000 persone e ti sia posto solo una domanda:

Si, ok, ma questo/a chiccazz’è?

Le possibilità sono tre (e non è detto che una escluda l’altra, anzi)

  1. è davvero conosciuto, ma da altre persone che si occupano di un settore diverso dal tuo con interessi differenti (un calciatore, una cantante gggiovane etc).
  2. ha comprato follower falsi (leggi il mio articolo in merito). Siccome oggi la matematica ammalia molto ma molto ma molto di più rispetto a quando io andavo al liceo, avere 100 follower ti rende uno sfigato a averne 100.000 o più un personaggio pubblico e quindi “uno famoso”. Ora, se vedi che uno ne ha 100 e lo segui, lo fai perché hai un reale interesse. Ma puoi fare lo stesso con uno che ha già un seguito di 100.000 persone seguendo il (fallace) pensiero

    se in 100.000 lo seguono già, deve proprio essere importante/interessante/divertente anche se non mi pare affatto. Altrimenti perché lo seguirebbero? Diamogli una chance!

    Sul perché non convenga comprare follower falsi vi rimando all’articolo suddetto. E’ come il doping, in tutto e per tutto. Solo che la figura del pirla è doppia quando vieni scoperto.

  3. sfrutta un trucchetto psicologico che ci rende inferiori alle scimmie (le quali non fanno lo stesso con le banane) perché si basa sulla stupidità ops, ingenuità…ops, estrema sensibilità umana: la reciprocità. Dice il saggio:

    se qualcuno inizia a seguire me, umile persona anonima con 20 persone al seguito, è molto probabile che io farò lo stesso con lui. Anche perché, wow, ha un seguito di 80.000 persone…e segue ME! Wowowowow!

Quest’ultimo passo è tanto affascinante quanto potente: è possibile costruirsi soprattutto su Twitter e Instagram un seguito di decine di migliaia di persone..Basta seguirne migliaia un po’ per volta e aspettare che una buona percentuale ricambi il favore. Addirittura c’è chi segue i follower di concorrenti, collaboratori o gente che fa lo stesso lavoro per attingere allo stesso bacino d’interesse. Roba che Machiavelli a confronto era una pippa.

Certo, la questione ha pro e contro.

Pro:

  • E’ un sistema che resiste ai meccanismi anti-fake (di cancellazione automatica dei follower durante qualche repulisti di Twitter, Instagram & Co…del resto, è un pubblico variegato e non composto all’80% da persone indiane come quando si comprano follower falsi, quindi teoricamente plausibile)
  • Se si mira all’apparenza e all’effetto calamita sugli altri, è un meccanismo infallibile.
  • Per sviare sospetti dal fatto che si tratti di un sistema automatico a tavolino, puoi fare in modo di recapitare un messaggio privato di ringraziamento (in automatico, ovviamente) all’utente che ti segue così da farlo sentire speciale e approfittandone per cercare di ingraziartelo ulteriormente (“Ciao, ho visto che mi segui, grazie! A proposito, potresti essere interessato a…”)

Contro:

  • E’ probabile che il 99% del seguito sarà tanto interessato a te quanto un gatto randagio ungherese della situazione politica in Corea del Nord. Ma tanto gli altri non lo sanno e guardano solo il numero…
  • Anche per il motivo suddetto NON va bene se miri davvero alla vendita di un prodotto (non legato alla tua persona). Il rischio è quello di offrire un frigorifero a quelli del Polo Sud, ai beduini del Sahara che vivono senza luce elettrica e agli abitanti di Atlantide.
  • Rischi di fare figuracce se segui, smetti di seguire, risegui etc etc delle persone che si accorgono del tuo giochetto.
  • E’ un’operazione lunga, direi al limite dell’alienante. Vuoi per limiti imposti (Twitter per esempio ti permette di iniziare a seguire solo tot persone al giorno), vuoi perché non tutti cascano nella trappola, perché non frequentano più quel social, perché non hanno il ditino facile, perché discriminano il proprio seguito o magari sono semplicemente profili falsi…Sta di fatto che serve costanza di diverse settimane e l’aiuto di app come Crowdfire che ti permettono di farlo. C’è persino gente che paga altri per fare questo lavoro per conto proprio, una specie di ufficio stampa alternativo…

C’è anche un “contrissimo” (se c’è gente che usa petaloso, io posso usare contrissimo):

  • Non puoi più usare quell’account in modo normale, visto che nella timeline ti appariranno contenuti assurdi, in qualunque lingua, un delirio assoluto. Si fa solo per business.

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Il passo successivo dell’acquisizione di follower per avere successo su Internet

Nome in codice Giuda 2.0

Il seguito è presto detto: dopo un po’ che tot migliaia di persone ti seguono, il rischio è quello di avere una situazione del genere

Following: 28,644 – Follower 29,023

Situazione che porta inevitabilmente ad essere sgamato dagli addetti ai lavori e non. Così parte la seconda parte del piano, roba che manco Giuda sarebbe riuscito a partorire: si comincia a cancellare in maniera indiscriminata chi ti segue. Questi, non accorgendosi del tuo tradimento non essendoci alcuna notifica, resterà tuo follower. C’est plus facile.

E’ un altro delirio? Assolutamente si. E’ il lato finto della rete, la grande bolla di sapone. Però non è molto conosciuta…ed è per questo che ho preferito renderti cosciente di ciò ;)

Non è un numero a definire una persona, ma come ti comporti e la qualità dei tuoi contenuti.

(si, insomma, non sono importanti le dimensioni, ma come si usa…)

Ma questi giochetti per avere successo valgono solo su internet?

Assolutamente no…come pensi funzioni l’industria musicale di oggi? Noti mica qualche analogia con quanto scritto qui sopra? ;) Se no, pazienza un po’ che sto scrivendo qualcosa in merito, giusto per non guardare più le classifiche con gli stessi occhi.

Massimo Cappanera

Uomo. Marito. Padre. Mi occupo di comunicazione sul web e marketing per professionisti e piccole aziende. Copywriter per passione e narratore di aneddoti per diletto. Fedele al motto “Verba volant, scripta manent, internet docet”.

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