Chi sono (o chi mi credo di essere)

massimo-cappanera

“Che lavoro fai?”
“Dipende. Quanto tempo hai?”

La metà delle mie conversazioni quotidiane comincia così. Potrei dire che parlo e scrivo per riempire il frigo di casa.

Potrei dire che che aiuto professionisti e aziende insegnandogli a presentarsi bene online ma allo stesso tempo anche a dire cose sensate, evitando di farsi infinocchiare da chi propone la luna ma in realtà vende formaggio.

Potrei dire che lotto contro i mulini a vento dell’ignoranza digitale, soffrendo quando una persona lascia morire un talento che ha dentro e potrebbe urlare al mondo tramite il web, preferendo diventare una pecora tra la massa.

Potrei dire che influenzo le abitudini di milioni di acquirenti ogni giorno, oppure che sostengo persone in difficoltà perché possano sentirsi importanti, uniche e speciali.

Ah, e che nel tempo libero combatto organizzazioni criminali, sventando truffe internazionali, e coltivo peperoncini.

La cosa curiosa è che davvero faccio tutto questo. E probabilmente dimentico qualcosa.