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Buzzoole per la tua azienda o per guadagnare qualcosina…ma in quali casi non conviene?

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Questo articolo è nato qualche anno fa per parlare di Buzzoole da un punto di vista di consumatore. Oggi lo rivedo per spiegare un po’ l’evoluzione di questo sistema che ha portato a sfruttare influencer (o presunti tali) per promuovere eventi, così da capire se possa servire anche alla tua azienda per pubblicizzare i tuoi servizi.

Come funziona Buzzoole?

  • per chi non lo sapesse (credo solo il mio vicino novantenne), i trend topics nei social network sono gli argomenti più in voga del momento. Non solo sono i più discussi da altri, ma tendenzialmente sono quelli che le persone comuni vanno a sbirciare, incuriosite dal fatto che tanti ne parlino…Su Twitter per esempio li trovate evidenziati in un riquadro colorato a lato.
  • una grande azienda (Ceres, Red Bull, Liu Jo, Bottega Verde, Warner Bros…ma in teoria anche la tua piccola realtà, volendo…basta che paghi) chiama Buzzoole e chiede di far parlare di sé sui social network durante degli eventi particolari, così da dargli massima visibilità. L’obiettivo è appunto quello di finire nei trend topics perché questo, per vari motivi un po’ lunghi da spiegare, gli porta vantaggi.
  • Buzzoole contatta per tempo gli iscritti (chiamati da loro in modo seducente “influencer”) e da istruzioni per partecipare. Ad esempio, possono chiedere 10-15 tweets o 3 post su Facebook tra le 16 e le 17 di un determinato giorno, durante il quale ovviamente si svolge l’evento che l’azienda vuole far risaltare, mettendolo (in senso letterale) sulla bocca di tutti.
  • L’azienda paga ovviamente Buzzoole per questo servizio e a sua volta Buzzoole paga chi ha partecipato in crediti, che si convertono in buoni acquisto Amazon, secondo questo schema:

come funziona Buzzoole

Si, come no…dove sta il trucco di Buzzoole?

Il realtà il trucco non c’è, visto che è tutto perfettamente ragionato, puro social media marketing.

Buzzoole per l’iscrizione richiede di accedere tramite Facebook, Instagram o Twitter ma ciò non significa che avrà le tue password, solo che potrà fare un’analisi degli argomenti che tratti, mostrandoteli poi in uno schema grafico che fornisce delle interessanti statistiche, per nerd o addetti ai lavori

  • di cosa parli di solito (società, sport, politica, gattini…)
  • quante interazioni hai avuto
  • quanto posti in media etc

Chiaro che se parli di motori e di sport, difficilmente verrai contattato per scrivere dei post/tweet per Bottega Verde…Dal canto suo, l’azienda evita di contattare chiunque per qualunque incarico per massimizzare la visibilità di un evento. Se contatta me perché amo il calcio, da per scontato che chi mi segue tolleri o addirittura possa essere intrigata da post del genere, quindi sono un buon partito per commentare un certo evento.

Per questo, più sono i social network collegati al tuo profilo Buzzoole, più sono le possibilità di essere contattati.

E l’azienda se ne bea, visto che i trend topics sono la conseguenza ma anche la miccia iniziale di molti fenomeni virali (come forse hai già letto nel mio articolo “Dottore, ho un video virale! Quanto gli resta da vivere? …ma soprattutto quanto ci guadagno?“). Guarda un po’ la spiegazione e i risultati di una campagna Ceres:

Come funziona buzzoole Ceres

Dunque dove sta l’inghippo di Buzzoole?

Il problema di Buzzoole di fatto è duplice:

Buzzoole per te, utente: occhio alla tua reputazione

Per gli “influencer” c’è da fare un discorso legato alla propria reputazione: se prima era più difficile capire che tutto il tuo entusiasmo verso una campagna social fosse mirato a un guadagno, oggi quando leggi tweet tipo “Non sto più nella pelle per la presentazione della nuova macchina X750 della Skoda, sarà sicuramente la mia macchina preferita da oggi a quando compirò 55 anni!” ti viene da ridere e provi pure un po’ di compassione per chi l’ha scritto. Dunque, di fatto, l’influencer deve “vendersi” e sperare di non perderci troppo la faccia con tutto quell’entusiasmo. Tradotto: se usi i social per lavoro e per crearvi un personaggio distante dal modello pseudo vip che pubblicizza robe, forse Buzzoole non è il massimo. 50 euro su Amazon possono portare al pubblico ludibrio.

Buzzoole per te, azienda: occhio al target, altrimenti butti i soldi

Per le aziende, nonostante i proclami di Buzzoole, bisogna fare accorte valutazioni per evitare investimenti tutt’altro che positivi…Per dire, buona parte degli influencer sono giovanissimi in media, quindi fuori dal target di molte aziende.

Eh, ma almeno se ne parla…

No, il discorso del “l’importante è che se ne parli” è una grossa fesseria. Se vendi caldaie e un ragazzino di sedici anni scrive venti post dicendo che una caldaia a condensazione è più eccitante di una partita a Fortnite, chi vuoi che ti chiami? Gli altri amici sedicenni?

Non a caso Buzzoole è adatto a live events tipo quelli della Red Bull e robe legate al settore fashion/luxury…Di contro ricordo ancora come il lancio di un’auto fu una specie di flop, perché “se ne parlava” ma fu un fuoco di paglia assurdo che non portò riscontro a chi pagò Buzzoole per parlarne sui social durante il live streaming di presentazione. Perché? Semplice: tutti coloro che li seguivano non potevano comprarsi un’auto.

Eh, ma almeno se ne parla… (bis)

Eh no. Buzzoole a mio parere usa la forma più becera di influencer marketing, ossia

“Sono famoso – o mi credo tale – e se dico di usare un servizio/comprare un prodotto e il gregge va e lo fa”

…quindi Buzzoole non genera autorevolezza e reputazione, è giusto un chiacchierio fuori da un negozio che invoglia la gente ad entrare ma che dopo dieci minuti viene dimenticato. Chiaro che se è per un lancio di un prodotto in linea col target precedentemente descritto, ok. Idem per una serie TV da far decollare….lì la possibilità di raccattare un po’ di pubblico ce l’hai. Ma non hai idea della mole di clienti a cui ho bocciato l’idea di Buzzoole solo perché erano rimasti sedotti dal loro materiale informativo.

Massimo Cappanera

Uomo. Marito. Padre. Mi occupo di comunicazione sul web e marketing per professionisti e PMI. Scrittore per passione e narratore di aneddoti per diletto. Fedele al motto "Verba volant, scripta manent, internet docet".

22 commenti

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  • Ciao volevo sapere su buzzole come collegare le pagine facebook, io ne posseggo diverse da 100.000 tutte attive e condivise , ma non so come monetizzarle.

    • Ciao Ciro, mi sa che con Buzzoole le pagine non si possono registrare…ne sono quasi certo perché se ci pensi ti registri con le credenziali personali, sotto le quali possono stare anche 2000 pagine insieme…Per la monetizzazione ci sono diverse strade, dalla vendita della pagina (che non so nemmeno quanto sia legale) a…in effetti il 90% delle robe è illegale… :)

  • io nn ho capito molto anche se mi sono iscritta ho fb o twitter ho google+ non mi e’ arrivato nessun invito o campagne da fare e ho visto che google+ nn viene proprio segnalata su buzzole che faccio?????

    • Ciao Angela, purtroppo serve un po’ di pazienza. Anche a me capita di aspettare pure uno o due mesi prima dell’invito, dipende da un po’ di fattori tra cui le loro campagne attive. Alcune lo sembrano ma ho capito che le lasciano per fare numero…poi tutto assieme te ne arrivano due o tre contemporaneamente!

    • Ciao Marco, ti avevo già risposto ma nel trambusto del restyling del blog molti commenti sono stati persi….Sintetizzando, non sapendo se avessi già letto la mia risposta, in teoria si può fare ciò che dici, anche se andrei cauto sul concetto di viralità. Leggi questo mio articolo per capire cosa intendo. Devi inoltre valutare il rapporto costi/benefici, dato che per usare Buzzoole come inserzionista ovviamente bisogna pagare.

  • Ciao Massimo

    Vorrei sapere com fare per creare un e-commerce di scarpe donna italiane avvalendomi delle tecniche di marketing influenzer. Ciao

    • Ciao Alberto, sfondi una porta aperta visto che professionalmente mi occupo anche di questo ;) C’è molto da dire, contattami per espormi il tuo progetto se vuoi. L’unico avviso che mi sento di darti in questo momento è che l’influencer marketing (penso ti riferissi a questo) ha dei costi, essendo legato meno alla “fantasia” e più al far parlare di sé da parte di chi ha una certa influenza su una certa nicchia di persone. Ma, si sa, un influencer non fa niente per niente :)

    • Certo Annalisa, mi è capitato più volte. Ho rifiutato vuoi per un rapporto sforzo/benefici, vuoi perché non condividevo la campagna e/o la reputavo lesiva per il mio personal branding.

  • Ciao! Mi sono iscritto proprio oggi, però l’algoritmo non va avanti, ti spiego: Non appena collegati gli account di facebook, twitter ecc. continua ad “analizzare” senza mai finire, quanto tempo ci mette di solito? Grazie :D

  • Conosco personalmente Gennaro Esposito uno dei cofondatori di Buzzolle una persona umile e perbene che non si è montato la testa per il notevole successo che sta ottenendo la sua piattaforma.

  • Ciao Massimo, mi sono appena iscritta con il tuo link, spero che sia ancora valido! A distanza di tempo, come ritieni questa possibilità di guadagno? Grazie, un saluto
    Chiara

    • Ciao Chiara, io non lo uso più molto spesso per mancanza di tempo ma le richieste mi arrivano e confermo che, raggiunta una delle varie soglie, l’emissione del buono Amazon è reale eccome.

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