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Blue Whale in 2 minuti: perché stare tranquilli (e a cosa stare attenti)

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Cos’è Blue Whale (o siniy kit)

Blue Whale (dall’inglese “Balena blu”…ma anche “Balena triste”), incubo dei genitori, riguarda un fantomatico gioco di morte che coinvolgerebbe i teenager istigandone il suicidio dopo 50 giorni di prove sempre più macabre e autolesioniste, suggerite da una persona a loro sconosciuta definita “curatore”.

Da dove nasce?

Dalla Russia, a quanto pare. E la cosa non sarebbe casuale. In Italia se n’è cominciato a parlare a Maggio 2017 a seguito di un reportage de Le Iene su Italia 1.

Perché stare tranquilli

  • Intanto prima che ne parlassero Le Iene nessuno in Italia ne conosceva l’esistenza. Qua il fenomeno rischia di nascere come “profezia che si autoavvera” (leggi il mio articolo completo su Blue Whale per sapere di cosa si tratta) ma avrebbe comunque vita breve.
  • Anche perché, pensandoci bene, se prima non se ne parlava, ora da dove escono fuori i presunti “curatori”, vale a dire le guide che assegnano al giovane i vari compiti da svolgere lungo i 50 giorni? Devono essere italiani, no? E dove stavano?
  • Il fenomeno è tutt’altro che verificato. In Russia negli anni ci sono stati 130 decessi compatibili con Blue Whale ma nessuno realmente ricollegabile ad esso (fonte molto autoritaria: Snopes.com). Attenzione: non verificato non significa bufala. Sono due cose profondamente diverse.
  • 130 sospetti suicidi su diverse decine di milioni di giovani è una percentuale irrisoria, con tutto che la Russia nel 2012 ha avuto un tasso di suicidi adolescenti triplo rispetto al resto del mondo (non per Blue Whale)
  • I famosi video che mostrano il suicidio finale dei ragazzi sono artefatti o legati ad eventi che non c’entrano nulla con la Blue Whale.

Attenzione a…

  • Non farsi prendere dal panico
  • Non credere alle bufale che girano su Facebook o Whatsapp (inclusa quella che se vedi qualcosa legata al “gioco” ne diventi immediatamente vittima)
  • Non alimentare l’ansia altrui
  • Non credere che se un ragazzo si veste di nero, non parla con nessuno o ascolta musica metal è destinato a suicidarsi per Blue Whale. E’ possibile, per quanto strano possa sembrare, che possa essere affetto da quella strana e diffusa malattia chiamata adolescenza.
  • Figli che non sono così deboli da cadere in rituali vari ma che si infliggono tagli per attirare l’attenzione, cavalcando il fenomeno. Citando il tweet di un’amicablue whale siniy kit
  • Stare più attenti agli italiani che, come detto, possono aver preso la palla al balzo, reinventandosi “curatori” così da andare a caccia su Facebook di potenziali vittime. Per avere soldi tramite ricariche Postepay, probabilmente.

Vuoi saperne di più su Blue Whale?

Consiglio questo articolo su La Stampa per avere ben chiaro cosa ci sta dietro, ivi incluse le dinamiche politiche russe.  Se invece vuoi leggere il mio articolo completo sull’argomento, lo trovi qui: 

Blue Whale: 3 cose che ogni genitore deve sapere sulla triste balena blu

Massimo Cappanera

Uomo. Marito. Padre. Consulente web e marketing per professionisti e piccole aziende. Copywriter per passione e narratore di aneddoti per diletto. Nato senza rete, cresciuto con la rete...ma ancora di pesci nemmeno l'ombra. Forse è per questo che coltivo peperoncini.

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