Truffe

Ecco perché Romeo continuerà a pagare i truffatori (e perché deve essere aiutato)

Fonte: Mediaset "Le Iene"
Fonte: Mediaset "Le Iene"

La trasmissione TV “Le Iene” giovedì 26 Febbraio 2015 ha trasmesso un servizio che non può lasciare indifferenti. E’ la storia di Romeo, autista sulla cinquantina convinto a tal punto che una certa ereditiera australiana lo avesse scelto come destinatario della sua fortuna (2.600.000 dollari) da arrivare a pagare già 21.000 euro di presunte commissioni bancarie.

Tutta una truffa, è chiaro. La più classica truffa alla nigeriana (detta anche 419), già nota a chi frequenta questo blog (vedi post correlati in fondo all’articolo).

419 scam

Credo che il servizio abbia generato tre tipi di reazioni negli spettatori:

a) derisione: ah ah, ma che idiota, come fa a crederci?!?

b) stupore: ma t’immagini?! Gli ha dato 21.000 euro! Incredibile!

…e la mia:

c) tristezza: questa persona va aiutata. Anche perché continuerà a pagare i truffatori. E tra poco scoprirai anche tu perché.

Ecco cosa è successo (in pochi punti)

Riassumo la vicenda per chi non volesse vedere il servizio integrale. Se l’hai già visto, salta pure alla sezione successiva per scoprire perché Romeo continuerà di certo a pagare i truffatori.

1) Romeo riceve un’email in inglese, la traduce e scopre che sarebbe il destinatario dell’eredità di una signora australiana: 2.600.000 dollari, la quale dopo la morte del marito in un incidente aereo bla bla bla ha scelto proprio lui come destinatario di tale beneficienza. Ci sarebbe da fermarsi qui e farsi una bella risata. Ma purtroppo dobbiamo andare avanti con la truffa alla nigeriana…

2) Romeo risponde all’email (sarà la prima di almeno un centinario) ed entra in contatto con un sedicente direttore di banca che custodirebbe l’eredità. Per dare credito alla storia gli manda qualche foto del contante, in sacche stile Ocean’s Eleven. Very professional.

3) Il direttore della banca chiede a Romeo un piccolo versamento (480 euro) per sbloccare i soldi. Lui ci pensa, ci ripensa e alla fine accetta. Bonifico fatto.

4) Arrivano i soldi? No. Primo intoppo: servono altri 500 euro. Fatto trenta, facciamo trentuno, no? Bonifico fatto. Soldi? Ancora niente.

5) Altro intoppo…altri soldi…Altro intoppo…altri soldi…I truffatori, capendo di avere a che fare con una gallina dalle uova d’oro, arrivano a spararla grossa: deve versare il 10% di tasse sulla cifra dell’eredità, dunque 230.000 euro. Romeo probabilmente li avrebbe pure pagati, se li avesse avuti. Ma nonostante prestiti non arriva mai sopra i 3-4.000 euro. Che continua a mandare.

6) Il direttore di banca chiede soldi pure per trasportare la sacca di soldi direttamente a casa di Romeo (!). Certo: ti bussa l’SDA, ti porta la sacca con due milioni e mezzo di dollari australiani, tu vai in banca e…se ti va bene ti arrestano. Dimenticavo: i 2.600.000 dollari iniziali nel frattempo (tutta la vicenda è durata più di un anno) sono diventati 2.890.000 dollari. Sai, gli interessi. Più del 10%, ma che banca fantastica è?

O più semplicemente sono

  • 2.600.000 iniziali +
  • 230.000 di tasse richiesti +
  • 21.000 euro versati da Romeo +
  • qualche bruscolino extra per dare l’idea di poter recuperare tutto quanto già speso?

Lascio a te la risposta.

Perché sono certo che Romeo continuerà a pagare?

Nonostante…

  1. la moglie e il figlio contrari sin dall’inizio a tutta la vicenda
  2. una truffa alla nigeriana così palese da essere quasi comica
  3. internet e le mille storie analoghe (oddio, a questo livello spero di no)
  4. la pizza in faccia datagli da Enrico Lucci, che gli diceva di essere un imbecille.

Semplice: lo ha detto lui, senza però rendersene conto. Vediamo perché.

  • Come abilmente sottolineato nel servizio, Romeo ha ripetuto decine di volte l’intercalare “giustamente”, per dare una conferma inconscia della buonafede propria e dei suoi interlocutori/truffatori. Non c’era traccia di rabbia nelle sue parole.
  • Immaginando gli scenari futuri, Romeo ha continuato a lasciare una porta aperta alla possibilità che fosse tutto vero (“tra lunedì e martedì mi dovrebbero chiamare…”, “…che poi magari arriva il corriere e…”)
  • Ma soprattutto, alla promessa di non mandargli più soldi (cosa fatta fino al giorno prima dell’intervista…) Romeo ha risposto “si” a parole, mentre faceva “no” con la testa (12.15), testa bassa, indice di vergogna. Uno di quei casi in cui il linguaggio del corpo è la vera bocca della verità.
    Photocredit: Mediaset/Le Iene
    Photocredit: Mediaset/Le Iene
  • Come anche quando al minuto 13.30, di fronte quasi agli insulti di Lucci nel tentativo di fargli capire che il mondo è pieno di truffe, lui si mette con la testa poggiata sul pugno. Quando vedi questa postura nel tuo interlocutore, sappi che non sta credendo a una parola di quanto gli stai dicendo e che è annoiato.
    Photocredit: Mediaset/Le Iene
    Photocredit: Mediaset/Le Iene

Ma perché non lo capisce?

Ancora una volta è lo stesso Romeo a indicare la direzione giusta. E’ un meccanismo molto simile al gioco d’azzardo patologico, innescato in questo caso dalla prospettiva di una vincita milionaria. Idealmente è come se ti dessero gratis una schedina “assolutamente vincente” del SuperEnalotto… Rifiuteresti di pagare una tassa dello 0,02% (500 euro), per quanto illogica, avendo come prospettiva certa la vincita di 2.600.000 euro? Non credo. E se te ne chiedessi un altro 0,02%? E se arrivassimo ad uno stupidissimo 0,8% (21.000 euro)?

Ma c’è di più: la necessità di giustificare sé stessi

Passino i primi bonifici, dettati dall’ingenuità, dalla speranza, dall’illusione o comunque tu la voglia chiamare. Ma arrivati già al terzo versamento, nonostante ci sia buona parte di te ormai conscia di essere nel bel mezzo di una truffa, è probabile che tu ceda. Perché? Perché devi giustificare a te stesso quanto hai già fatto, giusto o sbagliato che sia.

Se tu interrompessi improvvisamente il comportamento precedente apriresti le porte al senso di colpa, all’angoscia e all’autocommiserazione. Sarebbe un fiume in piena, uno tsunami emotivo che, se sei arrivato a questo punto, non puoi tollerare.

E’ lo stesso meccanismo perverso delle sette religiose: dopo 15 anni di frequentazione ti rendi conto che è tutta una macchinazione, che sei un burattino nelle mani di un leader egocentrico e che tutte le promesse fatte sono fuffa. Molli? Magari. E’ molto probabile che, pur di non gettare alle ortiche 15 anni di vita, sacrifici, esborsi economici e forse pure umiliazioni, continuerai a frequentarla nella speranza che forse, sotto sotto, molto alla lontana il leader abbia ragione.

E’ la strada più facile, ma anche la più autodistruttiva. Basti pensare a chi, durante i suicidi rituali di massa, vedeva morire chi lo precedeva…eppure non scappava.

Non stupisce, quindi, che Romeo continui e, se non verrà aiutato, continuerà a pagare i truffatori.

Che fare?

Il signor Romeo va aiutato. Se avesse la possibilità, arriverebbe a pagare 2.599.999 euro saltando dalla gioia per l’unico euro guadagnato da tutta la vicenda. O andrebbe persino oltre di 1000 euro pur di poter dire di averne persi “così pochi” e non 21.000.

Spiace ammettere come un intervento diretto di natura psicoterapeutica difficilmente servirebbe a qualcosa: se Romeo in prima persona non ammette il problema, come lo si potrebbe convincere del contrario?

Ben più utile sarebbe un’azione decisa in termini di taglio di fondi e, soprattutto, di strumenti (informatici). Ne seguirebbe una specie di crisi d’astinenza degna di un tossicodipendente, condita dall’angoscia e dal senso di colpa, come se il non farsi più sentire trasformasse lui nella causa del mancato accredito della somma.

A ciò andrebbe associato un percorso terapeutico di gruppo. Ne esistono di ottimi grazie ai quali chi soffre di gioco d’azzardo compulsivo può confrontarsi non (solo) con uno specialista ma soprattutto con persone che hanno vissuto sulla propria pelle le stesse devastanti esperienze di vita. Difficile a quel punto mentire, visto che si è tutti sulla stessa barca.

E tu che ne pensi di tutta questa vicenda?

Penso sia importante confrontarsi sulla vicenda e darle una risonanza non sarcastica, così da poter aiutare tante altre persone che, come Romeo, non solo possono cascarci ma anche rischiare di rovinare la propria vita.

Condividi la tua opinione nello spazio commenti, se ti va. Aiuterai di certo qualcuno.

Massimo Cappanera

Uomo. Marito. Padre. Consulente web e marketing per professionisti e piccole aziende. Copywriter per passione e narratore di aneddoti per diletto. Nato senza rete, cresciuto con la rete...ma ancora di pesci nemmeno l'ombra. Forse è per questo che coltivo peperoncini.

8 commenti

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  • Egregio @MCappanera leggo spesso i suoi articoli, preparati e ben disposti, utili per una più approfondita conoscenza di quanto sia pericoloso navigare in rete da sprovveduto.
    Si parlo di sprovveduti non di vittime, perché il 70% lo è, il restante è incontrollabile.
    Le truffe online tipo alla nigeriana, falsi prestatori privati, richieste di invio denaro su postepay (metodo non riconosciuto di pagamento, bensì solo forma di donazione) per acquisti, ecc riescono perché è la strada più facile.
    Io, che resomi conto dopo una attenta e lunga analisi nel web del marciume e della disattenta informazione, del mancato approfondimento delle notizie e dei casi reali ho voluto contribuire trascinando in rete un sito artigianale, da un non sicurissimo webmaster, io che mi scontro con html, script, ccs, a volte penso saranno una nuova razza aliena, portando risultati apprezzabili, in un anno circa 100 persone, la maggiore per truffe da prestatori privati, hanno contattato la mia email, hanno fornito lo scambio di email avuto con l’utente prestatore, in molti casi ho evitato la transazione, ebbene questo solo evidenziando dati già in rete, nessun database, solo notizie recuperabili da forum ed altre testate del settore.
    Quindi ribadiamo il concetto nella sua forma originale e reale.
    Le vittime delle truffe online sono semplicemente degli sprovveduti, non arrivi la romanzina da geniali psicologi, non collochiamo sempre i nostri sbagli ingenui, elementari nel 20°secolo a nuovi disturbi del comportamento.
    Questi utenti hanno bisogno di una informazione che arrivi dritta, che segni nel web come un tormentone della notizia del 2015.
    Un’unione, tanti siti, tanti blog in merito, tanto impegno, poca sostanza, si, un grandissimo tormentone, che faccia eco da nord a sud, che metta fine a questo stupida truffa, quella online.

    • Caro Mr Danny, accolgo con piacere il tuo commento! Sprovveduti o vittime sono aspetti a mio parere complementari, più che esclusivi, nella misura in cui i primi diventano i secondi una volta che cascano nella trappola. D’altro canto, l’unico modo per non essere sprovveduti è quello di essere informati…possibilmente non solo a frittata fatta, il che mi fa applaudire l’ultima parte del tuo messaggio, in cui auspichi una rete finalizzata a far conoscere truffe e magagne di tutti questi brutti ceffi online. Personalmente è un mio obiettivo, quindi se per te va bene possiamo già cominciare (a proposito, qual è l’indirizzo esatto del tuo “sito artigianale”?).

      D’altro canto, non sottovaluterei la questione disturbi del comportamento. E’ vero, il 99% delle persone non ne soffre, ma quell’1% non solo lo fa ma rischia di distruggersi per essi. Guarda Romeo, lì si trascende l’essere sprovveduto o vittima, lì c’è un serio disturbo comportamentale che va oltre la cazziata, l’informazione e qualunque altra cosa si possa fare per lui. Direi che la differenza sta nel fatto che quel 99% di popolazione, una volta avvisata, si mette la mano in faccia e esclama “sono un imbecille!”; l’1% risponde con “si, ma…forse…non è sicuro…”

      • Carissimo Sig. Massimo, la ringrazio per la sua disponibilità ad una cooperazione, ho ritenuto opportuno verificare se ci fossero delle prospettive per far sì che nasca un punto preciso e puntuale di risposte all’utente.
        Mi spiego:
        Possiamo notare e affermare l’esistenza in rete di molte persone, con siti predisposti, blog, forum, molto attenti a questo fenomeno, ne abbiamo la prova in diretta di quanto sia onorevole il suo impegno, le sue battaglie, constatando il merito che confermano i suoi utenti.
        Se giriamo in rete è soddisfacente constatare le attenzioni che si rivolgono in tante pagine a siti sospetti, metodi di pagamenti, nominativi recidivi, transazioni sbagliate con la conferma della truffa.
        A mio avviso ( un elogio ancora a tutti, ma proprio tutti, persone ammirevoli che mettono il loro impegno senza alcun scopo di lucro a disposizione di utenti truffati o possibile vittime di raggiro), questo non basta, dobbiamo aprire gli occhi, lei ci insegna dai suoi ultimi articoli le varie forme di truffe, costoro inventano una nuova ogni settimana.
        Quale risposta forte, precisa?
        Noi abbiamo imparato a riconoscere ad occhio un raggiro, bastano pochi minuti e siamo in grado con email del prestatore o del venditore, testo email, telefono ed altri dati, comunque basta un dato per cominciare a fermare l’utente che sta per diventare vittima e assicurarci con i prossimi dati dell’imbroglio.
        Noi dobbiamo fermare il raggiro sul nascere, sono troppi e sono continui:
        Leggevo stamattina del caso di Treviso, il campo room che truffava in casa propria la gente è mi colpisce la loro affermazione:
        Gli Italiani sono stupidi e vogliono essere truffati, altrimenti non verrebbero in casa nostra.
        Viene logico riaffermare la mia posizione dove decanto che siamo sprovveduti?
        Dio mio ma davanti ad un cancello di un campo room, vogliamo aprire gli occhi?
        È come dire :
        Mi trova alle ore 24 all’interno di una boscaglia lontana da qualsiasi centro e magari anche piovendo, senza un cane in giro?
        Ci vuole un recapito fermo, persone a turno che prontamente siano di immediato intervento a collaborare con l’utente.
        Forse dispendioso, molto impegnativo, ci sono discorsi economici da affrontare, un sito hoc, una pubblicità aggressiva, tutto da definire.
        Il nostro impegno in questa causa è la prova che qualcuno crede in noi, si può abbattere questo circolo spaventoso, basta volerlo.
        Nei suoi dati che riceve ha il mio sito e non voglio approfittare del suo spazio per pubblicizzare, combattiamo la stessa guerra, forse con modi diversi ma unico obiettivo:liberare definitivamente il web da situazioni truffaldino.
        Un grandissimo elogio al suo operato.
        Danny

        • Caro Danny, come già scritto ammiro molto persone come lei che sentono così tanto la causa, specie di fronte a una lotta sicuramente impari di fronte a chissà quante centinaia (mi tengo basso) di truffatori in Italia e migliaia all’estero. D’altro canto, come detto in precedenza, sarebbe folle credere di poter fronteggiare tutti i truffatori, mentre sarebbe paradossalmente più “facile” (virgolette d’obbligo) catechizzare le potenziali vittime.

          Uso il condizionale e le virgolette perché non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire. Io potrei porre l’esempio di due mie zie, anziane e ancora lucide, che chiacchierano ogni giorno sul fatto che ci sono tanti scippi, tante truffe, tanta gente senza scrupoli…e poi aprono la porta a chi offre ben il 5% di sconto sul gas, perchè “c’è crisi” e “bisogna risparmiare”, quando in realtà poi la bolletta non solo lievita, ma loro si ritrovano con i dati personali che finiscono in chissà quali mani. Non è servito a nulla informarle, rimproverarle o quant’altro, calano sempre la testa dando ragione ma poi la storia si ripete.

          Ho capito che nessuno vuole ammettere le proprie debolezze, anche di fronte al fatto compiuto e palese, quindi preferisce di fare di testa propria quasi per provare a noi “sapientoni” il contrario, vale a dire che – si! – quel tizio che si è presentato alla porta voleva davvero aiutarmi a risparmiare/guadagnare.

          Per ricollegarmi a quando parlava della necessità di intervento immediato, ricordo di quanto dissi ad entrambe di chiamarmi, giorno e notte, di fronte a qualcuno che si presentava a casa o prima di firmare qualunque cosa…Risultato: due contratti telefonici firmati (e successiva rincorsa mia per strapparli, prima che venissero depositati) e uno per il gas. Ma poteva essere pure a una setta, a questo punto. “E perché non mi avete chiamato?”, ho chiesto. “Perché mi ha detto che avrei risparmiato!”, hanno risposto in coro, pur abitando a 15 km l’una dall’altra.

          Ho letto con interesse il decalogo per persone sole ed anziane che ha sul sito e, mentre lo apprezzavo, mi rendevo conto di quanto venga poco rispettato, forse per le ragioni suddette, forse per altre…di certo è ben studiato anche da chi si presenta alla loro porta, pronto a un’offerta irrinunciabile o a una truffa…Purtroppo allo stato attuale Internet può aiutare solo per chi cerca in modo attivo, mentre può far ben poco a chi subisce passivamente la cosa. Dunque, al di là delle informazioni postate da ciascun utente, a difesa degli altri, cosa pensa si possa fare per aiutare anche quelle frange della popolazione ormai definibili “deboli”?

          • Caro Massimo, azzerare di colpo il numero delle situazioni criminose sul web mi sembra arduo, non penso che ne siamo all’altezza non perchè ci manchino le competenze, manca il sostegno.
            mi spiego:
            abbiamo detto che in rete c’è molta collaborazione tra chi ha messo in cantiere come noi l’impegno e la collaborazione ad arginare questo problema, questo è già da se un passo importante, figuriamoci se tutti ce ne fregassimo altamente, adesso serve dare una risposta, lasciamo per un momento il pensiero che molti utenti non “arrivino” a capire l’importanza di informarsi, di seguire una guida che possa indicare cosa è sbagliato fare.
            Ogni utente in rete, non conoscendo l’interlocutore che ha davanti dovrebbe dapprima riconoscere la base del discorso che si andrà ad instaurare.
            Dove ho incontrato costui?
            Su quale sito mi è apparso il suo annuncio di vendita o di prestazione?
            Bene, avendo rispettato il decalogo che possono trovare nelle varie testate informative sul web,(vedi il tuo sito ad esempio, vedi altri siti dove si possono visualizzare intere pagine per arginare la truffa), hanno già compiuto il passo giusto e stanno realizzando la figura dell’utente che si ha davanti.
            Ovvio questo non basta e bisogna seguire delle accortezze specifiche per riconoscere concretamente se saremmo possibili di truffa.
            Qui subentra il difficile, quello che tu hai menzionato riguardo le tue zie che nonostante i tuoi interventi non hanno ascoltato, io credo di “sapere” e ne ho la piena convinzione cosa sarebbe bastato.
            Oggi più che mai esiste la convinzione di massa, cioè, informazione a 360 gradi, hai presente quando esce un nuovo prodotto, uno che non rientra nei marchi storici , ma che è pubblicizzato all’inverosimile, ebbene questo prodotto viene scelto da milioni di consumatori perchè si chiama così, non conosciamo neanche a fondo le sue proprietà, non si fanno neanche paragoni, si chiama con quel determinato modo e quindi si entra dall’acquirente menzionando il nome .
            questa è la pubblicità, una grande arma che riesce a convincere anche i più scettici, arriva alle orecchie anche di chi non vuol sentire.
            Ecco come la penso, per tutelare anche i più “sordi”, “deboli”, bisogna “gridare” perchè stiano a sentire .
            Il grido, questa pubblicità ci deve venire incontro gratuita, il web deve imparare a farci riconoscere, ospitare le nostre raccomandazioni.
            E’ un impegno che si può rispettare, non diamoci per vinti, quello che facciamo non salverà tutti coloro che brancolano nel web,ma è certo che salvarne anche solo uno è già un fatto degno di lode, sai perche’?
            Noi non chiediamo nulla in cambio, siamo generosi e chiediamo solo ascolto.
            Buon proseguimento Massimo, ancora ammirevole ciò che fai, spero che il tuo impegno porti tante soddisfazioni.
            Danny

  • Ciao! Anch’io stavo per essere truffata ma per fortuna il tabaccaio non mi ha lasciato fare il bonifico perché le carte che ho portato non lo convincevano solo che adesso queste persone hanno i miei dati… che posso fare? Grazie ho tutte le mail e chiamate ricevute se serve

  • due anni fa sono stata contattata da Maxim Meterov che poi ho visto alle iene e poi era anche su Linkedin si interessava a comprare appartamenti per russi ricchi non ho abboccato perche mi ha chiesto di andare a Milano e di incontrarlo in un ristorante ma il nome del ristorante l avrei saputo solo un ora prima dell incontro..Invece proprio oggi mi ha contattato un altro” russo” per un mio annuncio immobiliare,ne sapete qualcosa? mail:sergey@yahoo.com cell. +393270232554 potete controllare? Mi ha insospettito il fatto che ha trovato giusto il prezzo di 650000 europer un appartamento e non ha tirato sul prezzo, gli ho mandato foto e planimetrie.Gli ho anche detto che dalla voce mi ricordava il truffatore Maxim Meterov

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