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Senza sito web? E’ come se lavorassi senza elettricità.

senza sito web

Sono esagerato già dal titolo? Chissà. Intanto ti racconto una storia.

La storia di Peppino

Struggente e profonda, un misto tra “Il segreto” (per l’alto livello culturale) e “Cime tempestose” (non so perché)

Fine ‘800 del secolo scorso. Il falegname Peppino ha una bottega, lavora dall’alba al tramonto e poi torna a casa. Guadagna per quanto produce e vive una vita tranquilla. Nel suo piccolo centro c’è solo lui, come anche un solo panettiere, un solo falegname…Nessuno concepisce il concetto di concorrenza. Tutti tramandano il lavoro ai figli, quindi non c’è nemmeno la paura di fallire. Anzi, gli si garantisce un futuro.

Peppino assiste all’avvento dell’energia elettrica, un fenomeno misterioso, capito solo da pochi e a quanto dicono tutti a volte pericoloso. Roba troppo moderna, insomma.

E’ assurdo illuminare la bottega oltre il tramonto perché la gente si è sempre rivolta a me solo fino a quell’ora…e poi chissà di quale diavoleria si tratta, visto che nemmeno si vede…e non solo: costa pure! E’ una moda passeggera, ne sono sicuro.

Passano i mesi e in città arriva un altro falegname: lavora oltre il calar del sole, è reperibile per molte più ore al giorno, produce il triplo nella metà del tempo e diventa sempre più ricco, senza che molti capiscano come. Può l’energia elettrica contribuire a tutto ciò?

Peppino vede diminuire sempre di più la clientela.

In piena crisi, cede all’offerta di chi gli propone l’uso dei macchinari elettrici ad un prezzo folle rispetto a quello che avrebbe pagato solo pochi mesi prima. Ma non ne possiede nemmeno la competenza così, pur essendo sempre stato un maestro del legno, è costretto a pagare qualcuno perché se ne occupi, assistendo inerme al mondo che cambia. Ma questi non hanno la sua stessa passione, la stessa grazie alla quale ha soddisfatto cliente su cliente negli ultimi decenni. Così vede la crisi colpirlo sempre di più. Solo alla chiusura della sua attività, esclama:

L’elettricità non serve a niente. Ma mi ha rovinato.

Cosa avrebbe dovuto fare Peppino?

Probabilmente avrebbe dovuto accettare l’evoluzione tecnologica, senza snaturare necessariamente la propria natura artigiana. In altri termini, non fuggire dal nuovo, impuntadosi sul fatto che fino ad allora le cose sono sempre andate in un modo, ma capire come poterlo sfruttare a proprio favore (magari per risparmiare qualche ora da dedicare alla famiglia).

Un po’ quanto accade ai giorni nostri: difficilmente un falegname non userebbe un seghetto elettrico per tagliare una trave, ma di certo non si affiderebbe completamente a una macchina per restaurare un baule antico. Per fare quest’ultimo lavoro servono la passione, la maestria e i trucchi del mestiere che né l’elettricità né una macchina potranno mai possedere.

L’onore di vivere in quest’epoca (o quella di Peppino)

Per quanto ogni generazione sia testimone di novità tecnologiche o esistenziali, credo che poche di esse abbiano avuto la fortuna di vivere in periodi rivoluzionari, da ogni punto di vista.

Noi, oggi, l’abbiamo.

L’avvento dell’elettricità è assolutamente paragonabile a quello di internet dei nostri giorni, visto che in entrambi i casi la nuova tecnologia ha dovuto sfidare dei contesti consolidati da secoli, trovando iniziale resistenza ma facendo un’inevitabile breccia nel breve-medio periodo, fino a diventare insostituibile.

Tu sapresti vivere senza elettricit…

NO!

…dai, fammi almeno finire la domanda prima di rispondere! Ora, non ti chiedo se saresti disposto a vivere senza internet, perché credo che la risposta arriverebbe anche più velocemente. Basti pensare all’ansia e al panico che colpiscono buona parte delle persone quando si rendono conto di essere usciti di casa senza il cellulare.

Se dunque non riesci a vivere senza, perché non sfruttarlo a tuo favore in modo attivo, piuttosto che viverlo passivamente o, peggio ancora, rifiutandolo per partito preso o perché “non lo capisci”?

Sei ancora senza sito web?!

Colta la metafora? Avere un sito web personale, oggi, è una conquista culturale di proporzioni bibliche. Hai la possibilità di mostrarti al mondo per come vuoi tu e tramite le tue passioni, piuttosto che apparire come gli altri ti vedono (o gli conviene che tu appari). E’ una rivoluzione copernicana per l’umanità.

Se dunque hai capito il senso di questo post, cosa aspetti ad aprirne uno personale e/o come professionista e/o per la tua attività? Se non si hanno particolari esigenze, è ormai è un’operazione a portata di tutti, basta solo un po’ di conoscenza al riguardo di pochi strumenti e soprattutto passioni e valori da trasmettere.

Nel prossimo articolo, parte di una serie dedicata all’importanza di questa svolta personale e lavorativa dei giorni nostri, spiegherò anche perché sia importante farlo per i propri figli

Massimo Cappanera

Uomo. Marito. Padre. Consulente web e marketing per professionisti e piccole aziende. Copywriter per passione e narratore di aneddoti per diletto. Nato senza rete, cresciuto con la rete...ma ancora di pesci nemmeno l'ombra. Forse è per questo che coltivo peperoncini.

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