Recensioni

Recensioni su Amazon: introduzione a un mondo incredibile.

recensioni su amazon

Il mondo delle recensioni su Amazon è sconosciuto ai più. O meglio, lo era prima dell’introduzione del programma Vine e la corsa all’oggetto gratis palesata a tutti.

E’ un mondo davvero sorprendente, nel bene e nel male. Affascina chi ne è estraneo, ha aspetti da manuale di marketing e, che ci crediate o no, da manuale di psichiatr…ehm, psicologia ed è per questo che ho deciso di dedicare una serie di articoli al riguardo che spieghino cos’è, come farne parte e…almeno una decina di motivi per NON farne parte.

recensioni su amazonRecensisco ergo sum. Leggo ergo compro.

Ormai tutti, prima di acquistare un prodotto ne leggono le recensioni. Recenti stime di Amazon stessa affermano che il 95% degli acquirenti ne legge almeno una e il 66% ne viene influenzato.

La speranza ovviamente è quella di fare un buon acquisto, grazie all’esperienza d’uso che precedenti acquirenti (detti “cavie”) condividono in modo così disinteressato con gli altri.

Del resto, potendo sapere prima di pagare com’è un oggetto, tutti siamo felici di non comprare a scatola chiusa, no?

Recensioni disinteressate? Mica tanto.

Fiutato l’affare, nonché capito che le persone sono fondamentalmente pecore che seguono quella davanti al gruppo anche se sta andando verso un burrone, non sono poche le aziende (principalmente cinesi) che da anni sfruttano l’influencer marketing, detto anche “effetto Mastrota”.

In estrema sintesi:

se una persona con una certa autorevolezza e/o seguito di persone dice qualcosa di positivo su un prodotto o servizio, buona parte dei suoi follower sarà indotta al suo acquisto

In pratica quanto accade nella pubblicità con testimonial famosi (ok, forse con l’esempio suddetto ho esagerato…ma pensate a Rosolino che fa la pubblicità al latte artificiale e le mamme associano a quel corpo perfetto la salute del proprio figlio), se non fosse che in questo caso il target delle persone influenzabili è definito, circoscritto e quindi immensamente più proficuo.

Le aziende come sfruttano gli influencer su Amazon?

Propongono i propri articoli in forma gratuita o fortemente scontata (90-99%) in cambio delle loro recensioni. Nulla di illegale, per carità. Anzi, è del tutto lecito sempre che si seguano le linee guida di Amazon, non accettando soldi e/o specificando ad esempio di aver ricevuto tale oggetto come omaggio o con un buono sconto (ormai lo si legge ovunque). Ci sono aziende che spendono anche decine di migliaia di euro al mese in prodotti inviati a decine di recensori. Lo farebbero se non fosse un bell’investimento capace di portare maggiori vendite?

Non sarebbe più facile (ed economico) lasciarsi da soli le recensioni?

Certo, un po’ come fanno moltissimi locali o hotel su Tripadvisor, ma non avrebbe gli stessi benefici (a parte essere illegale, sempre in base alle  linee guida di Amazon). C’è chi ha provato questa strada, ma essendo molti venditori cinesi e non madrelingua italiana i risultati sono stati quantomeno discutibili. Leggere una recensione entusiastica in italiano stentato da parte di una che si chiama Lucilla Sbrindella e che ha scritto solo quel commento non è che aiuti molto le vendite. Di contro, una persona che ha acquisito una certa autorevolezza nella classifica Amazon (Top 1000, Top 500, Top 100, Top 50, Top 10 e Top One…da intendersi come Numero 1 e non “grosso ratto” :D) è vista come esperta e quindi meritevole di fiducia.

La demoniaca classifica dei recensori su Amazon

Eccola qui. La conoscevate? Indica i recensori più influenti e attivi su Amazon, in base al numero di recensioni, numero di voti positivi e percentuale di utilità (intesa come rapporto tra voti positivi e negativi). Il termine demoniaca è legato alla tentazione di scalarla, come se il raggiungimento del grado più alto fosse equivalente a maggiore credito e, soprattutto, a un maggiore appeal per le aziende, così da ricevere prodotti più costosi. Cosa – paradossalmente – non veritiera.

Gente all’80esimo posto (ma anche al 500esimo) può ricevere prodotti anche di un certo valore senza che questi siano mai stati proposti ai Top10 ad esempio. Il motivo? Molte aziende, fiutato ancora una volta il cambio di direzione del vento, temono che l’utente medio non si fidi dei recensori professionisti, quanto piuttosto della “gente media che ama recensire”. Come se non fossero le stesse persone.

Ciò non è comunque sufficiente ad arrestare la voglia di scalare la classifica. Tale bramosia porta a tutto e fa uscire fuori il peggio dell’animo umano (come del resto ogni classifica, vi ricordate Yahoo Answers?):

  • invidie (“Perché quello ha ricevuto quell’oggetto e io, che sono molto più bravo, no?”)
  • sospetti (“Ogni volta che starnutisco tu mi metti un voto negativo per farmi scendere in classifica!”)
  • calunnie (“Non mandate più roba a Tizio e Caio perché…”)
  • tentativi di truffa (ci sarebbe da scrivere un libro, altro che esempio…)
  • sordide macchinazioni (“Se voto negativamente tutti tranne uno, farò cadere tutti i sospetti su di lui…”)
  • paraculismo estremo (“Questo articolo, che nemmeno ho aperto, è bellissimo, utilissimo e anche se costa 300 euro è regalatissimo! Fidatevi, compratelo!!!”)
  • personalità multiple (gente che mantiene due, tre, quattro account…)
  • strategie messianiche (“Sono tutti dei venduti! Solo io possiedo la verità e te la mostrerò!”)

L’aspetto più curioso? E’ per questo che Amazon l’ha istituita: maggiore rivalità o bramosia = incremento esponenziale di recensioni tendenzialmente positive = maggiori vendite = maggiori guadagni.

Tra i vari litiganti, Amazon gode.

Traffico. Vendite. Commissioni. Tradotto: soldi, soldi, soldi, soldi, soldi, soldi. Amazon guadagna sia direttamente, vendendo i propri articoli, che indirettamente, fornendo nel cosiddetto Marketplace alle aziende che aderiscono una piattaforma di vendita eccellente. Eccellente perché molti non sanno questa differenza, quindi credono di comprare direttamente da Amazon e vanno oltre il naturale scetticismo a comprare online. Ma eccellente allo stesso tempo per gli acquirenti, visto che nel Markeplace vigono le stesse regole di rispetto per il cliente, quindi se un venditore le viola è fuori e perde un grosso bacino di vendita.

recensioni su amazon bugiardeMa allora tutte le recensioni su Amazon sono false?

Attenzione: non ho detto questo. Anzi, c’è gente che dà anima e corpo e l’ha trasformato praticamente in un lavoro in maniera del tutto onesta. Pure troppo, forse. Poi ci sono le pecore nere.

Le recensioni su Amazon si dividono in:

  1. recensioni lasciate da normali acquirenti: brevi, tendenzialmente sincere, legate alla necessità d’uso. Poi ci sono pure quelle inutili (“Che bello stereo! Ora non so che scrivere e non capisco perché devo scrivere 100 caratteri quindi bla bla bla hghghghghghghghghghghg”) ma è un altro paio di maniche.
  2. recensioni professionali lasciate da recensori esperti: sono vere, lunghe e dettagliate. L’unica cosa che hanno meno di quelle al punto 1 può essere al massimo la reale volontà d’acquisto, se gli articoli sono stati offerti dai produttori. Ma ciò potrebbe persino essere un vantaggio, dato che la valutazione è spesso più oggettiva e meno razionalizzata (se spendi 200 euro per un oggetto, devi convincere persino te stesso che hai fatto la scelta giusta, no?). Molti dei loro autori, che hanno dedicato centinaia di ore di vita a scrivere, hanno avuto recente accesso al programma Vine (vedi sotto).
  3. recensioni meno professionali (faziose, piene di errori, mirate al ricatto etc) lasciate da recensori navigati (che hanno capito che aria tira e come approfittarne). E’ il caso di molte blogger (altro caso che merita un successivo approfondimento).
  4. recensioni palesemente false lasciate dai produttori di quell’oggetto o dai concorrenti. Paradossalmente sono più rare di quanto si possa credere, visto che già bastano quelle al punto 3 per fare danno.
  5. recensioni comprate (in tutti i sensi): esistono servizi che le offrono a pacchetti, giusto perché al venditore non interessa il contenuto quanto il numero di stelle lasciate, con la possibilità che il proprio prodotto possa spiccare nella classifica di categoria…come se un prodotto orrendo, seppur primo nella lista, possa avere successo. Anzi, è l’anticamera della fossa, un po’ la versione amazoniana di chi vuole essere “primo su Google” e offre un servizio pessimo (hai già letto il mio articolo “Vuoi essere primo su Google? Ma sei sicuro ti convenga?“, vero?).
recensioni amazon comprate
Venghino, Siori, venghino…

In un prossimo articolo spiegherò come distinguere quelle vere da quelle false…non sempre è così facile, sai?

recensioni su Amazon VineCos’è Amazon Vine? E come farne parte?

E’ il servizio ufficiale di Amazon dedicato ai recensori esperti: si partecipa solo su invito (loro), corrispondente per ovvie ragioni alla garanzia di una mole di recensioni notevoli e di standard di qualità raggiunti nel tempo. Negli USA è già attivo da anni, qui in Italia è arrivato a Maggio 2016.

Vi è la possibilità di recensire oggetti di fascia alta e di marche molto rinomate, ricevendoli in forma gratuita a fini di test e senza possibilità di poterli vendere o cedere.

Troppo bello per essere vero? No, intanto perché la maggior parte di chi fa parte del programma se l’è meritato con 1-2 anni di full immersion nelle recensioni, con centinaia di commenti e arrivando tavolta oltre i mille articoli testati e pubblicati…e poi perché non è una vita semplice, per motivi che spiegherò negli articoli successivi.

“Basta, non mi importa quanto sia difficile questa vita (anche perché non credo lo sia)! Voglio diventare recensore pure io!”

Basta leggere il mio articolo “Come diventare top recensore su Amazon: guida passo dopo passo” e tutto si sarà chiaro. Poi però non darmene la colpa, eh. ;)

 

Massimo Cappanera

Uomo. Marito. Padre. Consulente web e marketing per professionisti e piccole aziende. Copywriter per passione e narratore di aneddoti per diletto. Nato senza rete, cresciuto con la rete...ma ancora di pesci nemmeno l'ombra. Forse è per questo che coltivo peperoncini.

14 commenti

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  • Grazie per avermi chiarito ciò che in qualche modo sospettavo ma non avevo ancora avuto modo di verificare direttamente….aspetto di seguirti nei tuoi successivi approfondimenti

  • in un paese (il nostro) in cui la disoccupazione dilaga e si propaga in maniera esponenziale, chiunque farebbe carte false pur di guadagnare qualcosa.
    Io stesso ne sono tentato; avendo esperienza di articolista e blogger di poco successo , se riuscissi a guadagnare qualcosa (anche solo 2/3 € ) per una recensione , mi pare d’obbligo che essa debba essere buona.
    chiaro che, se non ci guadagno nulla in tutta onestà, o non mi ci metto o se voglio farlo a mo di passatempo di sicuro sarà più sincera
    aspetto il prossimo articolo per capire i motivi per cui è meglio non intraprendere questa strada :)

    • In realtà Orazio in un articolo che ho già in testa, per suggerire soprattutto a persone molto giovani o più in là con l’età qualche possibilità lavorativa seria tramite il web, questa rientra a pieno titolo nell’elenco…Ma è un Lavoro con la L maiuscola, sembra tutto rose e fiori ma non è così. Vedrai, vedrai… ;)

  • Devo dire che i pochi acquisti che faccio su Amazon non sempre ho tempo/ voglia di recensirli anche perchè, come mi è successo per uno , mi arrivano domande dagli utenti di chiarimento e….non sempre riesci a stare sul “pezzo”😁 . Anche se non mi attira il “business” della recensione , sono molto curiosa di conoscere gli approfondimenti in materia, Massimo lei è sempre molto illuminante…nel vero senso della parola, cioè quando la leggo mi si illumina sempre una lampadina 😄 Grazie infinite 🙏

  • ciao! non conoscevo questo mondo, grazie ! :-)
    ti ho scoperto da poco ma leggo i tuoi articoli con interesse !

  • Ciao Massimo, leggendo un po di recensioni su amazon ho subito avuto il sospetto che dietro c’era un mondo tutto da scoprire e comprendere. Ho fatto quindi una ricerca su google “false recensioni amazon” e mi sono ritrovato a leggere questo tuo articolo e l’ho trovato molto interessante. Io stesso, pochi mesi fa dopo un acquisto su Amazon, sono stato contattato dal venditore dell’articolo il quale mi invitava a lasciare una recensione sull’articolo acquistato in cambio di un rimborso del 30% del prezzo pagato per l’acquisto (pochi euro), questo a riprova che ormai per vendere su amazon servono e si debbano acquistare quante più recensioni possibili e se positive ancora meglio.

    • Ciao Raffaele, felice ti sia piaciuto l’articolo. E’ un mondo interessante, è vero, ma meno rose e fiori di quanto sembri. A breve dovrei pubblicare il seguito dell’articolo, segui il blog se ti va di leggerlo :)

  • Interessante! Pensa che ho cercato info a riguardo proprio perchè mi ero stufato di leggere i classici commenti in cui gente apparentemente normale si mette quasi a copia-incollare tutte le caratteristiche tecniche e non di un dato telefono. La cosa puzza tanto più quanto più è alto il numero di persone che scrivono commenti simili.
    Farei notare poi che mi è spesso capitato che assieme a questi commenti iper tecnici e da 5 stelle vi fossero anche molti feedback da 1 o 2 stelle che lamentavano per esempio ” il venditore x non vende telefoni nuovi ma rigenerati…”
    Ormai leggere e capire ciò che sta dietro i commenti è uno degli step per comprendere se si ha a che fare con un prodotto o meno :)

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