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Come può una batteria esterna renderti felice (e/o salvarti la vita)

Batteria esterna

Alzi la mano chi alle ore 15, tutti i santi giorni, non guarda il proprio smartphone o tablet ed esclama “Ma…già la batteria al 45%?!”.

Io non alzo la mano…la sventolo proprio, visto che ieri – dopo aver tenuto il cellulare sotto carica per tutta la notte – alle 11.58 avevo il 22% di carica. E non perché la batteria sia ormai vicina al de profundis, solo perché tra whatsapp, la navigazione, le email e quant’altro il povero apparecchio deve sostenere ritmi inumani (lui che già di suo umano non è).

La soluzione: una batteria esterna

Da qualche mese mi sono reso conto di quanto sia ormai impossibile non dotarsi di una batteria esterna e mi ha stupito come molti ne disconoscano l’esistenza, guardandomi come se possedessi la pietra filosofale ogni volta che spiego cosa sia quel “coso” (termine altamente tecnico) attaccato al cellulare. Donde questo post.

Dicesi batteria esterna (spesso chiamata in modo figo powerbank) un apparecchio di dimensioni variabili (nella norma da quelle poco più grandi di un accendino a quelle poco più grandi di un pacchetto di sigarette) capace di accumulare energia e cederla al tuo dispositivo quando ne hai bisogno. In altre parole, puoi caricare smartphone, tablet, auricolari bluetooth etc senza aver bisogno di una presa elettrica.

I pro di una batteria esterna

  • Non serve una presa elettrica per caricare ogni apparecchio moderno (leggi: quelli con attacco mini/micro USB o Apple)
  • Si risolve il problema dei viaggi, quando la batteria degli smartphone termina in un batter d’occhio a forza di fare foto e non ci si può fermare al bar più vicino per una consumazione e una ricarica di tre ore a scrocco
  • La considero ancor più fondamentale per i viaggi all’estero, dove si trovano prese diverse da quelle italiane
  • Si può tenere in auto per momenti di emergenza (tutti sanno che la batteria si esaurisce esattamente nell’attimo in cui hai davvero bisogno del telefono) o per evitare che dopo un quarto d’ora di navigatore satellitare inserito il cellulare esali l’ultimo respiro

I contro di una batteria esterna

  • Non è vero che “una vale l’altra” perché le classiche da bancarella rischiano di rovinare l’apparecchio o, nella migliore delle ipotesi, non riescono a caricarlo a dovere
  • E’ importante scegliere quella più adatta alle proprie esigenze (tranquillo, tra poche righe diventerai un esperto in materia). Infatti se troppo piccola ha poca autonomia (però è molto leggera da trasportare), se è troppo grande hai un piccolo reattore nucleare dietro (ma pesa altrettanto)
  • Lo so, a tutti piacerebbe non doverne scarrozzare una, specie se tenuta in un borsello, però…serve.

 Qualche dettaglio tecnico (niente di noioso)

Sarò breve, tanto un trattato di fisica o elettronica non servirebbe a nulla. In una batteria esterna vanno considerati principalmente due dettagli tecnici:

  • Gli ampere, ossia l’intensità della corrente elettrica in uscita. Per caricare gli smartphone è sufficiente 1A, per i tablet è meglio 2A. Molte batterie moderne offrono due prese USB diverse a seconda dell’esigenza, come la seguente della RAVPower:
Batteria esterna RAVPower
Batteria esterna della RAVPower, modello RP-PB13,  con doppia uscita (fonte: Amazon.it)
  • I milliampereora (che mal di testa!), indicati con la sigla mAh, che non sono altro che la capienza della batteria. Più aumenta il loro numero, più la batteria riesce ad accumulare energia…e più è pesante, per ovvie ragioni. E’ un po’ come con i bidoni per l’acqua: uno da 5 litri non potrà mai pesare quanto uno da 20, che tuttavia è ben più capiente. Tornando alle batterie, noterai una certa differenza tra queste due. Infatti una è da 3200mAh, l’altra ha una capienza quasi cinque volte superiore. Esiste anche quella da 50.000mAh…uno zainetto, insomma.
Batteria esterna

Batteria esterna Anker® Astro da 3200mAh. Fonte: Amazon.it

Batteria esterna EasyAcc

Batteria esterna EasyAcc da 15000mAh. Fonte: Amazon.it

 

Si, d’accordo, ma qual è la batteria esterna che fa per me?

Come detto, dipende dall’uso che hai intenzione di farne.

Con una batteria esterna da 3200mAh puoi tranquillamente caricare in toto la maggior parte degli smartphone, ma sarai costretto a rimetterla sotto carica ogni volta. Con una da 10000mAh (come quella che uso io della RAVPower) puoi farlo per almeno tre volte, il che è molto comodo soprattutto se la tieni in auto (ma attenzione alla alte temperature estive, non molto gradite a tutte le batterie…).

Considera poi quale dovrebbe essere il dispositivo da caricare on-the-go: smartphone o tablet? In quel caso, come già visto, valuta l’acquisto di una batteria esterna con un doppio output USB (1A e 2A) così da poter caricare il tuo telefono ma essere anche certo di avere sufficiente sprint per ricaricare un più esigente tablet.

E se non vuoi portarti dietro un mattoncino ma vuoi solo un salvavita?

Stai tranquillo, hanno pensato anche a te con una batteria da soli 680mAh che, si, carica un terzo di una batteria comune, ma è grande quanto una carta di credito. La trovi qui a meno di 15 euro.

Mini Batteria Esterna da 680mAh
Caricabatteria di emergenza portatile USB Pocket Power 680 mAh – Fonte: Amazon.it

Insomma, ora non hai più scuse per non fare a meno di una batteria esterna e puoi goderti il tuo smartphone…anche se la batteria sta per lasciarti all’ora di pranzo.

Se pensi abbia dimenticato qualcosa o vuoi condividere una tua opinione (o magari una recensione della powerbank che usi) usa pure lo spazio commenti, grazie!

Massimo Cappanera

Uomo. Marito. Padre. Consulente web e marketing per professionisti e piccole aziende. Copywriter per passione e narratore di aneddoti per diletto. Nato senza rete, cresciuto con la rete...ma ancora di pesci nemmeno l'ombra. Forse è per questo che coltivo peperoncini.

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